L’Enac apre un’inchiesta sulla questione “valige”
L'Ente nazionale per l'aviazione civile vuole capire le ragioni della rivolta dei bagagli sfociata lunedì scorso nell'invasione della pista da parte dei viaggiatori
Procedura di verifica straordinaria dell’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione civile) per SEA handling e altre due compagnie di assistenza a terra. Denuncia aperta del rappresentante delle compagnie aeree Osvaldo Giammino: « I contrattempi sono all’ordine del giorno – spiega -. Vuol dire che gli organici sono insufficienti. La nostra richiesta di rinforzare le squadre al lavoro è caduta nel vuoto».
Avrà, dunque, uno strascico la rivolta di lunedì scorso dei passeggeri inferociti che hanno invaso la pista a Linate alla ricerca dei propri bagagli. Tutto il sistema di assistenza degli scali gestiti da Sea è sotto accusa con la denuncia dei sindacati dei tagli selvaggi (1.200 posti su 3000 negli ultimi tre anni) al personale. Al vaglio degli ispettori dell’Enac i disservizi che si registrano soprattutto nelle fasce orarie serali o ai cambi di turno così che i tempi medi di riconsegna delle valigie si discostano spesso da quelli stabiliti dalla carta dei servizi a tutela di chi prende l’aereo. Da verificare, inoltre, il sistema di informazione per i passeggeri che , secondo, le testimonianze, sarebbe stato insufficiente. Il rischio per gli handlder responsabili dei disagi è di incorrere in sanzioni economiche e nel ritiro delle autorizzazioni.
E sono i consumatori, tra cui l’Aduc ad alzare la voce e a non plaudire neppure all’iniziativa dell’Enac: «Chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti – si legge in un comunicato inviato dall’associazione dei consumatori – . Sembra questa la "politica" dell’Enac, l’ente che dovrebbe vigilare sui servizi aeroportuali. Ritardi nei voli e nella consegna dei bagagli (in e out), file interminabili, valigie perse e danneggiate, mancanza di informazioni, errori sugli schermi sono i tratti caratteristici della partenza e del ritorno dalle vacanze degli italiani. Disservizi da attribuire in prima istanza alle compagnie aeree e alle società di servizi aeroportuali ma anche a chi dovrebbe controllare le une e le altre, cioè l’Enac. Non si possono aspettare gli eventi negativi per intervenire, ma occorre effettuare un monitoraggio costante, 365 giorni l’anno e in particolare durante i periodi critici, affinché ai viaggiatori sia garantito un servizio adeguato».
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