Potenziare la videosorveglianza per difendere l’ospedale
La direzione dell'azienda ospedaliera è già al lavoro per migliorare i sistemi di controllo all'interno del
La sicurezza all’interno dell’ospedale non è un problema da sottovalutare. Ne è perfettamente al corrente anche il direttore generale dell’azienda ospedaliera Pietro Zoia, che già prima di agosto aveva fatto fare un sopralluogo per potenziare il servizio di videosorveglianza.
L’ultimo atto di vandalismo, avvenuto la scorsa domenica, ha riacceso i riflettori su una questione già esplosa nel giugno scorso, quando un gruppo di extracomunitari si era insediato nell’ex reparto di urologia al secondo piano, chiuso per lavori, devastandolo. La scoperta della sgradita presenza aveva indotto la direzione a chiudere dall’esterno le porte anticendio e a limitare l’uso degli ascensori solo al personale autorizzato.
La Croce d’Argento, a cui appartengono le sette ambulanze razziate, ha chiesto al direttore di mettere un faro nella zona dove vengono parcheggiate le ambulanze in attesa delle chiamate di soccorso.
L’azienda ospedaliera si è detta pienamente disponibile e attende ora i preventivi per il potenziamento delle telecamere a circuito chiuso già piazzate in alcuni punti strategici: «D’altra parte – fanno sapere – l’ospedale non può chiudere né in estate né di notte…».
Sulla questione è intervenuta, con un comunicato, anche la sezione locale della Lega Nord che si è detta preoccupata: «Rendiamoci conto che l’ospedale, l’istituzione più sacra per i saronnesi, è sotto attacco. Il nostro ospedale è diventato un luogo insicuro. Furti, atti di sciacallaggio, bivacchi di sbandati che minacciano personale e pazienti sono ormai all’ordine del giorno. Bisogna investire molto di più nella sicurezza. I Comuni, però, hanno pochi soldi, dato che manca il Federalismo fiscale e il governo di Roma pensa solo ai migranti, invece che al benessere della nostra gente. Saronno, comuni limitrofi e azienda ospedaliera hanno il dovere morale di trovare subito risorse finanziarie urgenti per assumere delle guardie giurate che controllino gli ingressi in ospedale».
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