Addio a tutor e anticipi. Antonellis: «Ci aspettavamo di più»
Il prossimo undici settembre, la campanella suonerà in Lombardia. La scuola primaria dice addio al tutor ma per il preside di Comerio ci voleva maggio chiarezza
A spizzichi e a bocconi arrivano le indicazioni del Ministro Giuseppe Fioroni sul futuro della scuola. La Riforma Moratti, come ha definito lui stesso, è sottoposta ad un lavoro di "scasso" con il cacciavite. Niente di eclatante, ma alcune indicazioni che fugano qualche incertezza: « Sinceramente mi aspettavo di più – commenta Antonio Antonellis, dirigente dell’istituto comprensivo di Comerio – La scuola ha bisogno di certezze e concretezza, ma anche quest’anno partiamo con tante questioni aperte».
Il prossimo 11 settembre la campanella suonerà nelle scuole primarie della Lombardia con la certezza che la figura del "tutor" va definitivamente in soffitta: «Nonostante il dettato della Riforma – spiega ancora il dirigente – non era mai stato raggiunto un accordo sindacale. Così il Ministro ha pensato di risolvere il problema tornando all’equipe di docenti».
Dietro front c’è stato anche sulla questione degli anticipi: «Il Ministro, in questo caso, è venuto incontro alle esigenze dei comuni. Con i tagli previsti dalla Finanziaria, le amministrazioni non potevano spesso sobbarcarsi i costi ulteriori dei pre ingressi».
Nessun cambiamento preciso , invece, nella sezione "portfolio": «Il Ministro ha detto che interverrà più avanti su questo argomento. Quindi lo strumento che somma funzioni valutative e orientative rimane al fianco della scheda di valutazione. Almeno fino a nuovo ordine».
La scuola, dunque, riparte non senza pensieri. La questione cattedre sembra essere a posto, almeno in provincia di Varese. La novità più importante riguarda i " buchi" inferiori alle sei ore che rimarranno in capo all’ex Provveditorato e non più ai singoli presidi. Più critica la situazione sul fronte del personale "ATA": «Nonostante la disponibilità di posti – commenta il professor Antonellis – si sono presentati in pochi. Probabilmente, oggi questi incarichi sono poco appetibili per chi viene da lontano: il costo della vita è talmente elevato che si rinuncia al posto».
Una questione non di poco conto….
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