Approvato il nuovo Piano Triennale del Commercio
Il piano ha ottenuto voto favorevole da Forza Italia, Lega Nord e Silvia Ferretto. Contrari Democratici di Sinistra, Margherita e Rifondazione Comunista
Compatibilità e sostenibilità dello sviluppo commerciale rispetto al territorio e alle sue risorse, programmazione qualitativa anziché quantitativa, riqualificazione dell’esistente, cooperazione tra i diversi formati di vendita: sono questi, secondo le fonti ufficiali della regione lombardia, gli obiettivi principali del nuovo Programma Triennale di Sviluppo del Settore Commerciale per il triennio 2006-2008, approvato oggi in Commissione “Attività produttive” con il voto favorevole di Forza Italia, Lega Nord e Silvia Ferretto, contrari Democratici di Sinistra, Margherita e Rifondazione Comunista.
«Con questo nuovo piano triennale – spiega il relatore del provvedimento, nonché presidente della Commissione regionale “Attività produttive” Carlo Saffioti (FI)- siamo riusciti a trovare il giusto equilibrio tra vendita e consumo, andando così incontro alle esigenze dei cittadini. Sono quindi soddisfatto per il voto favorevole della Commissione, ma mi riservo di fare valutazioni e considerazioni più approfondite solo dopo il voto finale dell’aula consilaire, dove il provvedimento andrà in discussione lunedì 2 ottobre».
Partendo dalla considerazione che la presenza e la diffusione di grandi strutture di vendita in Lombardia ha raggiunto gli standard dei Paesi europei più avanzati, «Il nuovo Programma Triennale di Sviluppo, disincentivando una ulteriore espansione quantitativa degli esercizi commerciali di maggiori dimensioni, promuove e privilegia in particolar modo l’incentivazione all’avvio di nuove attività imprenditoriali in forma associativa, il potenziamento e riqualificazione dei mercati ambulanti, la gestione di servizi comuni a più esercizi commerciali e artigianali e la creazione di centri polifunzionali – spiega una nota diffusa da Lombardia Notizie – con integrazione del servizio commerciale ad altre funzioni urbane, come strutture ricettive, servizi turistici, artigianato e servizi alla persona».
Nel piano approvato si prevede la disincentivatazione, anche se non l’impedimento assoluto, anche dell’apertura di nuovi insediamenti commerciali con superfici di vendita inferiori a 15mila metri quadrati, realizzati mediante l’utilizzo di nuova superficie di vendita. Per quegli esercizi commerciali che superano invece la superficie di 15mila metri quadrati, la loro apertura è subordinata all’inserimento in strumenti di programmazione negoziata o in Accordi di Programma.
Saranno privilegiate le domande di contributo per interventi che presentano ricadute occupazionali e che hanno impatti positivi sulla rete distributiva del vicinato, che prevedono un raccordo diretto con la rete del trasporto pubblico e un collegamento tramite percorsi pedonali e ciclabili con il resto del centro abitato. Altri elementi positivi e incentivanti nella valutazione delle domande, saranno l’attenzione alle caratteristiche naturali, ambientali e paesistiche dell’area interessata all’intervento, gli interventi di risparmio energetico, l’utilizzo di veicoli e automezzi almeno “euro 4”, l’utilizzo di tecniche costruttive che conservano la permeabilità del suolo e il contenimento dell’impatto visivo e luminoso.
Determinanti per l’approvazione degli interventi saranno anche le garanzie occupazionali che l’intervento è in grado di assicurare, le opere di mitigazione dell’impatto viabilistico a cui l’intervento può prestarsi e la valorizzazione delle produzioni locali. La mancanza o l’insufficienza delle condizioni citate non consentiranno l’accoglimento della domanda.
Precedenza sarà data infine a intese, accordi e strumenti di programmazione negoziata finalizzati alla riqualificazione di aree commerciali situate in centri urbani o lungo assi viari caratterizzati da forme di congestione ed inquinamento nonché di aree industriali e commerciali dimesse da riconvertire.
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