Arrivano i funghi, ma “chi li paga?”

In Veddasca i fungiatt arrivano a centinaia ma nessuno paga il tesserino. I regolamenti non vengono rispettati e il controllo è reso difficile dalla mancanza di uomini della Guardia Forestale

Sono già i re della tavola e da qui a novembre occuperanno buona parte dei menù dei ristoranti. Sono i funghi, di ogni tipo e dimensione. Le montagne del Luinese, della Valcuvia e della Valganna sono meta prediletta dei fungiatt, i cercatori di funghi. Qualcuno, però, si chiede: chi li paga? Il sindaco di Veddasca Roberto Calebasso non è contento dell’andazzo nei dintorni della Forcora dove a centinaia "saccheggiano" i boschi senza rispettare le regole. Il 90% dei cercatori, dati del comune, non paga il tesserino per la raccolta, mancano i bollettini per il versamento della quota e i controlli della forestale sono limitati a causa della mancanza di uomini e mezzi. Così l’unico agente di Polizia Locale di Veddasca è costretto ad andare per i boschi con il bilancino per multare i numerosi trasgressori che regolarmente superano il tetto massimo dei tre chili di funghi . Il regolamento per la raccolta dei funghi è disponibile sui siti delle comunità montane del Luinese e della Valcuvia dove è attivo anche uno sportello micologico. Per i non residenti il costo del tesserino è di 26 euro.

«Non vogliamo mandar via la gente – spiega Calebasso – ma chiediamo il rispetto delle regole e della valle, un vero e proprio paradiso naturale da preservare». Non solo c’è da tener conto anche dell’aspetto sicurezza e non tutti sono attrezzati come si deve. Un temporale improvviso, una frana e del fungiatt sprovveduto di turno potrebbe non rimanere traccia. Servono controlli e uomini della forestale che li mettano in atto:«Il vero problema qui è che ci si ricorda di questa valle solo quando succedono eventi luttuosi o quando viene buona per qualche scorpacciata di funghi – continua il sindaco – e tutto questo mentre l’Europa ci ha inseriti tra i siti di interesse comunitario (sic) che entro il 2010 ci permetterà di avere un regolamento a livello di parco naturale». Nel frattempo nessuno rispetta le regole che ci sono e la valle continua ad essere preda di chiunque voglia soddisfare la voglia di farsi un risotto o ne voglia approfittare per guadagnare sui funghi raccolti in surplus.

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Pubblicato il 01 Settembre 2006
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