Cinquecento litri di nafta nel Bardello
La fuoriuscita del combustibile contenuta con alcuni “salsicciotti” assorbenti. Sul posto i tecnici della Provincia per monitorare la situazione del fiume che si getta nel Lago Maggiore
E’ una cisterna contenente
“nafta pesante”, un combustibile per caldaie impiegato un tempo per il
riscaldamento la causa dell’inquinamento del fiume Bardello a Besozzo. Lo hanno
appurato i vigili del fuoco e i tecnici della Provincia di Varese che sono sul
posto da questa mattina, 21 settembre, per contenere i danni della fuoriuscita
di idrocarburi che interessano il fiume, immissario del Lago Maggiore. Il forte
odore di nafta e kerosene, dicono i residenti della zona, si sentiva da questa
notte e ancora nel pomeriggio in alcune zone di passaggio del fiume attraverso
il paese era fortemente distinguibile. Cosa è successo? Sembra che una cisterna
posta tra i civici 12 e 22 di via Roncari, la strada di ingresso nel paese
provenendo da Gavirate, abbia rilasciato la sostanza, forse a causa di alcuni
lavori per il passaggio dal carburante da riscaldamento al gas metano.
Il volume contenuto dalla cisterna si aggirerebbe sui 4 mila litri, anche se è
improbabile che fosse piena. Secondo i vigili del fuoco di Varese sarebbe
comunque fuoriuscita una quantità non inferiore a 500 litri di combustibile,
finito nei chiusini delle fognature e da qui nel fiume Bardello, che dopo circa
una decina di chilometri si getta nelle acque del Lago Maggiore in località
Bozza, sempre nel comune di Besozzo. I lavori di bonifica sono stati affidati
dalla Provincia ad una ditta che ha provveduto ad aspirare il combustibile e a
lavare la cisterna per evitare l’uscita di altro combustibile. «Si tratta di
una sostanza che fortunatamente non si mischia con facilità all’acqua –
spiegano i tecnici di villa Ricalcati – e per questo sono state poste diverse
barriere lungo il corso del fiume che hanno il compito di contenere e assorbire
il liquido che galleggia».
I “salsicciotti” sono stati posizionati qualche decina di metri a valle del
luogo della fuoriuscita, in pieno centro. Non è la prima volta che il fiume
Bardello finisce sui giornali per episodi di inquinamento. Nel settembre del
2002, infatti, una sostanzia inquinante venne rilasciata a valle della
“cartiera” di Besozzo: in quell’occasione quintali di pesce morirono a causa
dell’avvelenamento.
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