I ticinesi dicono addio al gasolio per il riscaldamento
L'aumento del prezzo del carburante in Ticino sta spingendo i costruttori edili a scegliere energie alternative e meno inquinanti per gli impianti di riscaldamento
I cugini ticinesi dicono addio al gasolio per riscaldare le abitazioni e danno il benvenuto, sempre di più, al riscaldamento a pompe di calore e a legna. questi due ultimi tipi di impianti risultano, infatti, molto meno inquinanti e per la prima volta più convenienti. Il governo cantonale, inoltre, ha stanziato 4.8 milioni di franchi da investire in incentivi per chi decide di servirsi di queste nuove tecnologie che sfruttano l’energia indigena. Oltre il 50% delle abitazioni di nuova costruzione nel cantone di lingua italiana, sono state costruite, nell’ultimo anno, con un impianto di riscaldamento a legna o a pompe di calore.
Mentre il costo del gasolio da riscaldamento sfiora i 90 centesimi di franco al litro il costo di un impianto a pompe di calore ha
dimezzato il suo costo dai 40 mila franchi del 1980 ai 20 mila di oggi. La pompa di calore è una macchina in grado di trasferire calore da un fluido a temperatura più bassa ad un altro a temperatura più alta. La pompa di calore deve il suo nome al fatto che essa provvede a trasportare del calore da un livello inferiore a un livello superiore di temperatura, invertendo il flusso naturale del calore che in natura, come noto, fluisce da un livello (temperatura) più alto ad uno più basso.La funzione della pompa di calore può quindi essere paragonata a quella di una pompa per l’acqua posta tra due bacini collegati tra loro ma posizionati a quote diverse: l’acqua scorrerà dal bacino più alto a quello più basso. È però possibile riportare l’acqua nel bacino più alto utilizzando una pompa che preleva l’acqua dal bacino più basso.
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