Siam tutti sapientoni
Tu guarda cosa ti fa la globalizzazione: per la prima volta nella storia la Cina è alle prese con il problema dell’obesità e del diabete tra la sua popolazione. Già ci pare di udire la predica: ecco i guasti dell’Occidente! Ecco la civiltà di Mac Donald! (un’autorevole esponente dell’intellighenzia di sinistra questa settimana ha santificato Mao e un altro, per non essere da meno, ha liquidato le vittime di piazza Tienanmen come “quaranta ragazzetti invasati col mito della Coca Cola”). Però, tornando ai cinesi ciccioni e col colesterolo impazzito, una sottolineatura va fatta: è pur sempre un passo avanti rispetto a quando da quelle parti si moriva di fame (otto milioni di vittime avrebbe fatto, secondo le fonti ufficiali dunque ampiamente sottostimate, la politica del “grande balzo in avanti”).
MICHELE CHI? – Davvero è difficile capire con quale ragione e soprattutto con quale costrutto i rappresentanti della comunità islamica di Gallarate siano messi in testa di fare gli sdegnati per le parole di papa Ratzinger sull’islam. Già l’idea di mettersi in testa di confutare su un argomento teologico un intellettuale della levatura di Benedetto XVI è ridicolo prima ancora che difficile. Però l’impressione è che ormai la schermaglia appartenga a un frustrante gioco delle parti a scopi propagandistici in un ambiente – Gallarate – dove i rapporti tra musulmani e no è già al calor bianco. Ma poi cosa ha mai detto di tanto scandaloso il Pontefice? Che Dio non approva la guerra santa, l’oscuramento della ragione in nome della fede. Ma non è quello che gli stessi islamici hanno sempre sostenuto? E’ vero, il Papa ha citato anche un imperatore bizantino dell’VIII secolo e una sua poco lusinghiera uscita su Maometto, ma diteci voi, quanti sanno chi è mai stato Michele Secondo Paleologo?
PER QUANTO ANCORA? – Un’altra settimana è passata e a dar retta ai giornali l’emergenza di Varese sembrano essere piazza Repubblica e i suoi frequentatori. Giorni addietro è stato addirittura denunciato un marocchino che sul muro di un sotterraneo aveva scritto con un coltellino “viva l’Inter” o un’amenità del genere. Orrore! Ma si sa: è più comodo rilasciare dichiarazioni sdegnate sull’uomo nero o sparare titoli drammatici su drammi inesistenti piuttosto che affrontare di petto le domande vere sull’illegalità a Varese. Tipo: come è possibile che – come ha dimostrato mesi fa un’inchiesta della procura – nella Varese dalle radici cristiane, in una sera di mezza settimana per giunta piovosa, siano state trovate al lavoro in quattro locali notturne ben settanta entraineuses? Ma metti che lì ti imbatti in qualche esimio padre di famiglia dalla specchiata reputazione…
CERTE COSE NON SI FANNO…- D’accordo, il Premio Chiara non è il festival di Mantova e nonostante gli encomiabili sforzi fatti dagli organizzatori della manifestazione dedicata allo scrittore luinese, la distanza tra i due eventi resta notevole (per dire: lo scorso fine settimana a Mantova ci sono stati 60 mila spettatori paganti; Milan – Lazio a San Siro, la stessa domenica ne ha totalizzati 44 mila…). Però quello che abbiamo notato in corso Matteotti, fino a stamattina, sabato, è davvero spassoso: la principale libreria del centro storico dedica per intero una delle sue vetrine a propagandare le manifestazioni letterarie di Mantova. Tutto questo negli stessi giorni e a poche decine di metri di distanza dal luogo in cui si stanno svolgendo le iniziative del premio Chiara. Diciamo che proprio bellissimo non è stato…
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