Sui libri dopo il diploma, uno studente su tre sceglie l’ateneo
In crescita, secondo l'Istat, i giovani che proseguono gli studi dopo le superiori. Poco più del 60 per cento opta invece per il mondo del lavoro con stipendi medi di oltre 900 euro
Cosa fare dopo la maturità? Per uno studente su tre, la scelta tra studio e lavoro, premia la vita di ateneo. Il dato arriva dall’Istituto nazionale di statistica che in questi giorni ha diffuso una nuova parte della sua indagine sui percorsi di studio e di lavoro scelti dagli studenti che diplomati nel 2001.
Il rapporto, che ha analizzato i comportamenti a distanza di tre anni dalla maturità, ha registrato l’aumento dei giovani che, al mondo del lavoro, hanno preferito gli studi universitari. Questi ultimi infatti sono più del 34 per cento degli intervistati, quasi il 10 per cento in più rispetto a tre anni fa. Un incremento che l’Istat attribuisce ai cambiamenti che hanno investito il mondo del lavoro e alla nuova formula del "3+2" che caratterizza ormai tutti i percorsi post diploma.
"A seguito della riforma degli ordinamenti universitari, che ha introdotto percorsi più articolati e di breve durata con l’obiettivo di aumentare il numero dei laureati riducendo gli abbandoni – si legge nell’analisi – i giovani diplomati del 2001, intervistati nel 2004 a tre anni dal conseguimento del titolo, mostrano una maggiore propensione a continuare gli studi".
A optare per le aziende sono di conseguenza in meno: dai 72,3 per cento del 2001 si è scesi ad un 62,8 per cento. Di questi, poco più del 47 per cento è già in possesso di un’occupazione mentre circa il 16 per cento è alla ricerca di un lavoro. Un ruolo decisivo nella decisione di proseguire o meno gli studi è giocato, secondo l’istat, dall’indirizzo scolastico di provenienza. L’88 per cento di chi ha concluso studi professionali si è subito indirizzato verso il mondo del lavoro così come il 74 per cento degli studenti che hanno frequentato un istituto tecnico. La stessa percentuale si limita al 36 per cento invece per coloro che hanno portato a termine studi liceali che si dimostrano più orientati alla laurea piuttosto che alle occupazioni.
A tre anni dalla maturità è solo l’8 per cento degli studenti a svolgere un’attività autonoma, poco più del 70 per cento lavora come dipendente, il 13 per cento ha un’occupazione "atipica" ed il restante 9 per centro lavora senza un regolare contratto. I giovani che svolgono un lavoro continuativo a tempo pieno dopo il diploma inoltre guadagnano in media 942 euro al mese (circa 111 euro in più della retribuzione media registrata nel 2001). In particolare guadagnano di più coloro che provengono dai licei e dagli istituti tecnici (rispettivamente 1016 e 964 euro) mentre quelli con le retribuzioni più basse sono i giovani provenienti dall’istruzione magistrale ed artistica (806 e 810 euro). Nel Mezzogiorno si concentra la più alta percentuale di diplomati che non guadagna più di 750 euro al mese (il 33 per cento, rispetto al 14 del Nord e al 23 per cento del Centro).
Nel complesso, conclude l’Istat, il giudizio dei diplomati intervistati verso l’occupazione svolta è sostanzialmente positivo. L’aspetto più apprezzato è il grado di autonomia sul lavoro (l’88,3 per cento si dichiara molto o abbastanza soddisfatto) seguito dal tipo di mansione svolta, della stabilità e sicurezza del posto di lavoro e del trattamento economico.
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