Cordoglio in paese per Andrea De Virgilio

Il carabiniere perito in un incidente stradale sulla A26 era conosciuto a Vanzaghello: dal barista ai vicini e al fratello, stupore e dolore si mischiano

Su Vanzaghello calano le prime ombre della sera. È in questo tranquillo paese, steso con le sue villette lungo la statale tra Gallarate e Novara, che viveva da alcuni anni Andrea De Virgilio, 41 anni, caduto oggi in servizio in un tragico incidente stradale. Andrea, appuntato scelto, era in forza al Comando del corpo d’armata di reazione rapida NATO con base a Solbiate Olona; in precedenza era stato alle dipendenze del Comando dell’Arma di Milano. Stamattina, un trasferimento come tanti, la scorta ad un convoglio che procedeva lentamente dopo essersi immesso, nella foschia di ottobre, sulla A26 all’altezza di Biandrate. POi il sopraggiungere improvviso di un camion, da dietro, l’autista che non si accorge nemmeno della lunga colonna davanti a lui, l’auto stritolata fra il mezzo investitore e un camion gru militare, le fiamme, i corpi senza vita.

A Vanzaghello la notizia si è diffusa lentamente. Giuseppe, il titolare del Bar Sport affacciato sulla piazza centrale del paese, ha un’espressione di stupefatto dolore quando gli chiediamo se lo conosceva, spiegando perchè. "Ma è proprio lui?" Chiede più volte, incredulo, mentre verifichiamo i dati in nostro possesso. Sì, è proprio lui. Giuseppe l’aveva visto l’ultima volta appena sabato, ne ha ancora la foto pubblicata nelle pagine interne di un quotidiano locale: lo si intravede in secondo piano, fiero e sull’attenti, durante l’ultima cerimonia svoltasi presso la caserma Mara, la "sua" caserma. "Lo conoscevo come un tipo tranquillo, con pochi amici. Un cliente abituale che veniva qui a fare quattro chiacchiere, mangiarsi un panino, leggere il giornale, giocarsi la schedina del Superenalotto. Pensate che è successo, di recente, che i numeri che lui si era giocato la settimana prima sono usciti quella dopo: sarebbe stato sei. Sapevamo che era carabiniere, era tornato dall’Afghanistan prima del Natale 2005, però lo vedevamo sempre in borghese, lo si vedeva solo fuori servizio". Anche una negoziante del vicinato lo descrive come persona tranquilla ed educata. Poi un’anziana signora residente in zona fa due più due, ricordando di aver visto l’auto dei carabinieri e sentito una donna che piangeva in un palazzo adiacente dove sapeva che c’era un carabiniere: e ci indica il cortile giusto. Qui un fratello di Andrea De Virgilio, Cosimo, è affacciato al balcone: i parenti sono qui già da ore, chiamati dai colleghi che man mano gli passano le ultime meste notizie seullo svolgimento dei fatti.

"Siamo cresciuti a Torino" spiega Cosimo, nel suo composto dolore per il fratello – forse ancora lo shock prevale su ogni sentimento. "La nostra famiglia si era trasferita lì da Foggia nel ’68, Andrea era nato in Puglia. Dopo il servizio di leva mio fratello aveva scelto la vita militare come carabiniere. Fra le altre missioni era stato in Albania nel ’97, oltre che in Afghanistan". Come conferma Cosimo, Andrea De Virgilio lascia anche un figlio di circa dieci anni, avuto da una precedente relazione.

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Pubblicato il 30 Ottobre 2006
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