Ecco la Cina che non ti aspetti
Ai confini del Tibet a 4000 metri di altezza, c'è un luogo fatato. Fino a meno di un anno fa, era "off limits" per i turisti occidentali
Dopo avere visitato anche luoghi non raggiunti dai flussi turistici tradizionali, un gruppo di varesini è rientrato dalla Cina. Il viaggio, durato due settimane, è stato guidato da Irene Affede Di Paola, nota negli ambienti culturali per studi e conoscenza profonda del grande paese asiatico, per essere animatrice del Caffè della cultura e per la sua richiestissima presenza agli incontri sulla Cina classica organizzati dai club. Per Varesenews Irene Affede ha accettato di ricordare una primizia: la "scoperta" di un vero Eden tra i monti tibetani. Per il tramite di Varesenews l’intero gruppo varesino desidera ringraziare Liu Tao, rappresentante dello stato cinese e preparatissima guida. Sono ringraziamenti che Liu Tao leggerà a Pechino: un amico in più anche per il nostro giornale on line.
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Ciò che è stato più entusiasmante di questo viaggio è l’aver messo piede in uno dei luoghi più belli della terra: i parchi naturali di Jiuzhaigou, ai confini del Tibet con la Cina, nella regione cinese del Si Chuang a 3000\4000 metri di altezza, senza neve, ma con un clima dolce, dovuto alla latitudine.
Abbiamo sognato davanti a laghi colorati e degradanti l’uno nell’altro, in un contesto di boschi a foglia caduca e pini; cascate che ci apparivano all’improvviso, forti e spumeggianti, la voce dell’acqua cambiava ad ogni curva del percorso, lasciandoci silenziosi per ascoltare. Un turbinio di colori naturali, di suoni, di immagini inconsuete ci ha preso , senza poter esprimere altro se non la meraviglia.
Luoghi che , fino a meno di un anno fa, erano "off limits" per i turisti occidentali, ora si aprono anche a noi, sebbene con difficoltà per la grande massa di Cinesi in vacanza in quel paradiso terrestre. Ci siamo sentiti dire dalle guide locali, che ancora parlano solo inglese, che il nostro era il primo gruppo di Italiani a giungere a quei confini. Fatto che ci ha ancor più riempito di orgoglio nazionale e ci ha fatto dimenticare ogni fatica. Personalmente devo aggiungere di aver avuto l’opportunità di visitare a Xi An, in forma privata, ma insieme ad altre due amiche che tornavano in Cina per la terza e quarta volta, il nuovo esercito di terracotta, scoperto venti anni dopo il primo, formato da statue più piccole (solo 67cm contro 1,97 dell’altro) ma molto più numerose: 10.000 scoperte fino ad ora. Una visita emozionante in un sito ancora archeologicamente attivo, ma già predisposto alla visita dei turisti cinesi e poi degli occidentali. Mi sono emozionata nel vedere quelle file lunghissime e sotteranee di statuine di terracotta, così diverse dalle altre, non più marziali e paurose, ma sorridenti e pacifiche, riflettenti la diversa politica della dinastia Han (2°sec d.c.), dedita più al benessere del popolo che alla conquista, che aveva invece caratterizzato la dinastia precedente, Qing (2° sec. a.c). Non solo soldati, ma questa volta, anche funzionari, governatori, donne, contadini e anche eunuchi. C’erano persino lunghi corridoi scavati da cui emergevano centinaia di animali, cani, cavalli, maiali, pecore, galline . Ho camminato su pavimenti di spesso cristallo e sotto, sapientemente illuminati , si potevano scorgere gli scavi con i loro tesori e gli archeologi al lavoro. Credo che chi ha partecipato al viaggio sia stato catturato dal fascino della Cina, così varia, colorata, antica e nello stesso tempo avanzata nel futuro, tanto da lasciarci a meditare su quanto tempo perdiamo in discussioni, mentre lei, risoluta e intelligente ci raggiunge e ci sorpassa. Mi è stato chiesto di insegnare cultura italiana ai Cinesi a Pechino. Mi piacerebbe, per ricambiare la gentile gratitudine che usano nei miei confronti, per aver divulgato la loro cultura nel nostro paese, ma la distanza è grande e gli impegni di famiglia sono tanti. Ci penserò…
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