Eventi in jazz chiude col botto e sogna di espandersi

Dall'anno prossimo la manifestazione potrebbe coinvolgere altri Comuni e non limitarsi ad una settimana

 

Bilancio
più che positivo per la quarta edizione di Eventi in Jazz, conclusa ieri sera
al Melograno con il concerto del Luca Urso Quintet. Dopo il bagno di folla
registrato sabato sera al Sociale per la presenza del leggendario chitarrista
Mike Stern (con il teatro esaurito in ogni ordine di posti e molti appassionati
rimasti senza biglietto), anche la serata dedicata al chitarrista bustocco ha
avuto un ottimo riscontro di pubblico. Un pienone che non ha fatto altro che
confermare l’interesse per la musica jazz, già evidente nel corso della
settimana.

Raggiunto
durante le prove, Luca Urso si è detto soddisfatto e onorato di essere stato
inserito in un cartellone di altissimo spessore artistico: “è anche un punto di
arrivo per me, dato che gli Eventi stanno diventando davvero importanti a
livello italiano. Penso che in Italia di festival ce ne siano tanti, ma
complessivamente sono di livello più basso rispetto alla proposta bustocca”.

Per
il giovane musicista l’edizione di quest’anno “è stata esaltante: abbiamo
potuto ascoltare nomi di grandissimo valore, delle vere e proprie leggende,
come Benny Golson, Kenny Barron e Mike Stern, mio mito da vent’anni”. Uno dei
meriti degli Eventi è per Urso quello di suscitare l’interesse del pubblico
verso il jazz: “Ho notato che dal primo anno della rassegna c’è stato un risveglio
nei confronti di questo genere musicale e sono sempre di più i ragazzini che mi
chiedono di imparare a suonare il jazz: a loro dico sempre, oltre che è
fondamentale studiare, di ascoltare il più possibile maestri come quelli che
abbiamo avuto modo di applaudire in queste serate e di rubare loro qualche
segreto”.

E’
quindi positivo il fatto che la cultura del jazz, anche grazie a manifestazioni
come gli Eventi, stia prendendo sempre
più piede, soprattutto in Italia, dove il “mercato musicale è dominato dai
pochi grandi nomi del pop: all’estero, in Inghilterra o negli USA la musica
jazz è molto più diffusa e apprezzata”. Basti dire che Luca Urso, allievo di
Filippo Daccò, Giuseppe Continenza, Frank Gambarale, Bireli Lagréne, Vic Juris,
suona da vent’anni in tutta Europa ed è stato chiamato negli USA anche per
comporre musica per la televisione, ma “anche se non mi lamento, a Busto sanno
della mia esistenza da due o tre anni”.

Cala
il sipario sugli Eventi e già si incomincia a pensare all’anno prossimo, come
ha detto l’Assessore Ivo Azzimonti sul palco del Sociale sabato sera: “Il successo di questa edizione si commenta
da solo e mi invita a fare progetti per l’edizione del 2007, che potrebbe
vedere un allargamento dei confini della manifestazione ai comuni limitrofi”.

Tra
i progetti dell’Assessore anche quello di non limitare la proposta musicale
alla sola settimana degli Eventi: “La manifestazione potrebbe continuare per
tutto l’anno: vedremo di organizzare ogni tanto qualche concerto che tenga
desta l’attenzione del pubblico nei confronti del jazz”.

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Ottobre 2006
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