Il diavolo e Prada fanno il boom
Grande successo di pubblico per il film con Meryl Streep
Al grande battage pubblicitario è seguito il successo di pubblico. "Il diavolo veste Prada" fa il pieno delle sale e piace. Il film per la verità è molto scontato e prevedibile. Con una Marylin Streep superlativa nei panni di Miranda Priestly, direttrice perfida e cinica che gestisce Runway, la più importante rivista di moda americana. Brava anche Anne Hathaway che intepreta Andy, la giovane neolaureata, assistente della Streep.
Andy non appartiene al mondo della moda. Il suo sogno è diventare giornalista e accetta di fare quel lavoro solo "per pagare l’affitto" in attesa di arrivare a poter scrivere per qualche giornale.
Arriva a quell’impego "che un milione di ragazze ammezzerebbero per averlo" vestita come una liceale e si scontra con un ambiente lontano anni luce dal suo modo di vivere. Dalla crisi iniziale ne verrò contaggiata finoa una trasformazione anche fisica.
Il film ha un buon ritmo. Straordinarie le vedute panoramiche di New York e Parigi. Di quest’ultima ci sono poi una serie di primi piani davvero emozionanti. Le due attricirecitano in modo divino, ma il fil resta troppo scontato con una sceneggiatura senza guizzi e a poco serve quella giusta dose di cattiveria e cinismo che si mescolano però sempre a buoni sentimenti. troppo netta la separazione tra buoni e cattivi e questo resta il punto di caduta di una commedia che comunque ha spunti di riflessione interessanti, soprattutto sulle dinamiche del mondo del lavoro e relazionali.
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