Il generale De Feo si insedia al comando della Brigata Trasmissioni
Nativo di Eboli (Salerno), l'ufficiale proviene dai bersaglieri, ed è stato recentemente rappresentante italiano al Centcom di Tampa (Florida)
Dozzine e dozzine di militari in riga in perfetto ordine, tacchi che battono sull’asfalto, ordini secchi, labari e stemmi al vento, marcette vivaci e marziali, inno di Mameli cantato a gola spiegata. Il meglio delle antiche tradizioni d’arma si mette in mostra nella piazza d’armi della Caserma Ugo Mara di Solbiate Olona per il cambio della guardia al vertice della Brigata Trasmissioni del Corpo d’Armata di Reazione rapida NATO (NRDC-IT). Al generale di brigata Ruggero D’Osualdo, che lascia il comando dopo poco più di un anno, succede in avvicendamento il pari grado Raffaele De Feo, di ritorno da un’importante esperienza come rappresentante italiano al Centcom di Tampa (Florida), "centro nervoso" della guerra al terrorismo lanciata dagli americani agli indomani dell’11 settembre. E centro nervoso del comando di corpo d’armata è la Brigata Trasmissioni, principale unità di supporto che garantisce la possibilità di muoversi e comunicare. Essa è articolata in due reggimenti, quello di supporto logistico acquartierato presso la caserma Mara e il 1° reggimento trasmissioni, che ha sede a Milano, per un totale di circa 1800 militari.
Alla cerimonia di insediamento del nuovo comandante (nella foto)
hanno assistito autorità e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Brevi e secchi i discorsi pronunciati dall’uscente D’Osualdo (che andrà a Roma per un master presso lo Iasd, Istituto Alti Studi della Difesa), dal subentrante De Feo e dal comandante del corpo generale Mauro Del Vecchio. De Feo non è nuovo a questa zona: per alcuni mesi lo scorso inverno è già stato vicecomandante della Brigata Trasmissioni, inoltre in precedenza negli anni ’80 aveva servito a Bellinzago Novarese, dove comandava una compagnia di bersaglieri. "Qui è un po’ la mia seconda patria: è una zona a me ben nota e cara anche ai miei familiari; la mia seconda figlia è nata da queste parti" spiega il generale, evidentemente a suo agio con il nuovo incarico. De Feo, nativo di Eboli (SA), ha alla spalle esperienze importanti. È stato tra gli ufficiali che hanno gestito la tarsformazione della Brigata Garibaldi in unità interamente volontaria, parallelamente alla trasformazione in tal senso dell’intero esercito; in seguito è stato vice capo ufficio operazioni della missione internazionale KFOR in Kosovo e addetto militare presos l’ambasciata italiana di Nuova Delhi (India).
Per la Brigata Trasmissioni, e in verità per tutto il comando, prosegue il lavoro di riordino, di amalgama degli uomini, di completamento delle formazioni e di esame dei materiali in dotazione. "Il budget dell’esercito è quel che è, ma si riesce comunque a portare avanti qualche miglioria anche alle strutture della caserma" osserva De Feo. I prossimi impegni, come ricordano gli ufficiali addetti ai contatti con la stampa, ma anche il generale Del Vecchio, prevedono un’esercitazione a Civitavecchia a fine novembre, seguita da altri cicli a destrativi nel primo semestre 2007. La seconda metà dell’anno vedrà invece il corpo d’armata inserito nella Nato Response Force, pronta a partire con brevissimo preavviso, in caso di necessità, per qualsivoglia teatro d’operazioni.
Per Del Vecchio (foto) è motivo di soddisfazione la nomina di De Feo ("l’uomo giusto al posto giusto, con la sua esperienza") ma anche la riuscita dell’ultimo International Day che ha messo in mostra le varie anime del Corpo d’Armata, organismo per sua natura internazionale, non va dimenticato. E passeggiando fra la piazza d’armi e il circolo ufficiali non è difficile incrociare un tenente colonnello americano, un maggiore ungherese o un tenente tedesco; da notare, e in crescita, anche la presenza di personale femminile, altro segno dei tempi che cambiano.
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