«L’integrazione? Per i bambini è una cosa normale»

Incontro fra la Comunità Islamica e il Coordinamento Pace e Solidarietà: «Troviamo insieme una soluzione»

Aspettano fuori dalla tendostruttura nel Parco Mariani d’Italia fino a quando la preghiera finisce. Sono circa trenta i gallaratesi – legati al Coordinamento Pace e Solidarietà – che ieri sera, giovedì 19 ottobre, hanno deciso di accogliere l’invito della comunità islamica e si sono ritrovati nell’area messa a disposizione dei fedeli musulmani per il periodo del Ramadan.
Alle 22, la preghiera finisce e Hamid Khartaoui, uno dei rappresentanti della comunità, consegna il microfono
 a chiunque voglia esprimere il proprio pensiero. «Siamo venuti come vostri amici – spiegano Paolo Gasparoli e Cinzia Colombo del Coordinamento – per portarvi la nostra solidarietà. Crediamo che tutti abbiano il diritto di professare la propria religione, nel rispetto della legge. Vi siamo vicini e speriamo che a breve il problema della vostra sede venga risolto definitivamente. Non possiamo fingere di non sapere che meno diritti per voi, vuol dire meno democrazia per tutta Gallarate». E questo è il pensiero comune a tutti gli intervenuti. Anche nelle parole di Pierluigi Galli, capogruppo dell’Unione in Consiglio Comunale e Osvaldo Bossi del Partito dei comunisti italiani, traspare il desiderio di «arrivare presto a una conclusione. Questo mese, in cui tutto si è svolto in modo regolare, ha dimostrato come la convivenza è possibile e come, quando c’è la volontà di tutti, i problemi si possono risolvere. Nella nostra città il processo di integrazione è già in atto fra i bambini che frequentano insieme la scuola: non lasciamo che sia il mondo degli adulti a creare problemi». Presente all’incontro, anche l’Anpi gallaratese (Associazione nazionale partigiani d’Italia), che tramite il suo presedente, l’onorevole Giuseppe Gatti (nella foto), ha ricordato come «noi allora abbiamo combattuto per la libertà e vogliamo combattere oggi per la libertà di pensiero, di parola e di religione. Siamo qui stasera per aiutare a creare le condizioni per l’integrazione degli immigrati. Abbiamo una Costituzione che prevede diritti e doveri: è giusto che anche loro possano trovare al suo interno posto, dignità e ospitalità».

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E il ringraziamento a chi è intervenuto, è arrivato non solo dalla Comunità Islamica che con Khartaoui e Mohamed Rachdi, si è rivolta «alle autorità che hanno concesso questo spazio per il Ramadan, ma anche agli amici che ci sono sempre stati vicini in questo cammino. Speriamo davvero di avervi ancora al nostro fianco». Anche l’avvocato della Comunità Bruna Tatiana Ruperto, ha rivolto parole cariche di stima nei confronti di chi «pur se di religione diversa, ha saputo e voluto avvicinarsi e portare avanti con noi questa battaglia. È giusto fare un applauso a chi ci ha appoggiato e ha sostenuto la nostra causa: per noi è importante sapere che la società democratica riconosce i nostri diritti. Spero che questo confronto di idee sia l’inizio di un percorso per trovare insieme una soluzione»

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Pubblicato il 20 Ottobre 2006
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