L’etica di Betulla
Duemila euro l’anno vengono sborsati in più da ogni cittadino italiano a causa dell’evasione fiscale. Ora, nel bailamme di tasse e piagnistei sulla finanziaria, questa notizia pubblicata dal Corriere della Sera e da altri giornali, non dovrebbe tenere il centro del dibattito? Non è, quel balzello occulto versato ai furbi e ai falsi poveri, la più odiosa e iniqua delle tasse? Già, parlarne sarebbe politica vera ma è esattamente quello di cui si sente tremendamente la mancanza.
LA LINEA STORTA – “Integralisti islamici, non ci metterete il burqa”: così titola in prima pagina il settimanale Grazia riprendendo la notizia dell’immigrato che a Varese ha ripudiato un avvocato donna. Domanda: per un balordo (tale era il protagonista della storia) che ha questa spettacolare alzata d’ingegno, quante immigrate ci sono – a Varese come altre parti del mondo – che mettono da parte il velo e si aprono a valori di eguaglianza? Eppure ci si infila sempre lì, nel vicolo cieco degli stereotipi e del qualunquismo. E’ chiaro a chiunque abbia un minimo di raziocinio che la prospettiva di donne cacciate dai tribunali d’Italia è lontana anni luce, e invece di quello si finisce col parlare. Guardate anche l’ultimo rapporto sull’immigrazione a Varese presentato dall’Ismu: dice che la componente islamica degli stranieri è in calo, che cresce quella proveniente dall’Est. E se allora tutte la giaculatorie sull’Eurasia, su un occidente colonizzato dall’islam fossero una previsione sbagliata? E se alla fine scoprissimo che tanti uomini e donne venuti da lontano fossero paladini della libertà migliori di tanti crociati di casa nostra?
ETICA ETILICA – Renato Farina è quel signore che di mestiere faceva il vicedirettore di Libero, sospeso dall’ordine dei giornalisti incredibilmente per un anno appena nonostante prendesse sottobanco soldi dai servizi segreti per pubblicare notizie false contro Romano Prodi. Negli Usa, un fatto del genere, avrebbe indotto Farina a ritirarsi sull’isola di Sant’Elena e comunque a cambiar mestiere. Da noi no: Farina è stato invitato a Castellanza a moderare un dibattito sull’etica. Un esperto del ramo, insomma. Tanto quanto lo è magari Vanna Marchi, ospite di innumerevoli salotti televisivi da quando è stata condannata per truffa o di Elisabetta Gregoraci che da quando sono venute a galla le sue tresche col portavoce di Fini ha un elenco di comparsate tv lungo così. Questo solo per citare due esempi recenti. Il lato grottesco di questo paese sta proprio lì: che se ne combini una grossa e poi hai la faccia tosta di dire “embè?” ti sei praticamente fatto la pensione per la vecchiaia. L’arroganza del potere si manifesta anche così, con uno sprezzo nei confronti del senso comune e delle vittime delle malefatte da far accapponare la pelle.
IL CONTE NON TORNA – Ci è spiaciuto sinceramente non averlo scritto prima, ma l’addio al consiglio comunale di Antonio Conte, già candidato sindaco del centrosinistra a Varese, era nelle cose. Conte è stato reclutato per la bisogna un mese scarso prima delle elezioni, è sempre rimasto un corpo estraneo al resto dello schieramento di cui faceva parte e fin dal primo istante in cui ha messo piede nel Salone Estense, i suoi compagni di cordata non se lo sono minimamente filato. Come dire: una volta persa la partita, stattene in panchina e buonanotte. Il diretto interessato ha motivato le sue dimissioni dicendo di avere assunto un incarico incompatibile per legge con un’altra carica pubblica e di non sentirsi tagliato per il ruolo di oppositore. Condivisibile la prima ragione, meno la seconda: in democrazia il ruolo di controllore del potere è essenziale quanto quello di chi governa. Conte l’avrebbe svolto molto bene e bisognerebbe ricordarlo innanzitutto a tutto l’elettorato del centrosinistra. Da oggi la democrazia è un po’ più debole.
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