“Malpensa sia la base di Alitalia”
Manifestazione in aeroporto da parte delle sigle sindacali in vista dell’incontro col Governo sul futuro della compagnia di bandiera
In corteo per difendere Malpensa. Tutte le sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil, Sult e Ugl in primis, ma c’erano anche bandiere dei Cobas) hanno manifestato unitariamente per dare un segnale forte al Governo, che il 10 ottobre incontrerà i sindacati confederali per discutere del nuovo piano aziendale di Alitalia. Erano circa 300 con megafoni, bandiere e striscioni a scandire il “no” al disimpegno della compagnia di bandiera nello scalo della brughiera. Il corteo è partito dalla stazione ferroviaria all’interno del Terminal 1 e si è spostato nell’area partenze. Nessun disagio per i passeggeri, che hanno assistito al passaggio dei lavoratori aeroportuali intervenuti per salvaguardare l’aeroporto e i propri posti di lavoro: erano rappresentati tutti, piloti, assistenti di terra e di volo, addetti alla sicurezza, dipendenti del settore catering e dello smistamento bagagli per dire al Governo Prodi che il futuro di Alitalia non può prescindere da Malpensa. Qualcuno fa notare che non c’erano i precari: «Sono ricattati, questo è un altro grosso problema dell’aeroporto», vociferava il serpentone.
I sindacati si sono presentati uniti sia fisicamente che nel
messaggio che hanno voluto lanciare da Malpensa: «Alitalia deve restare al Nord, qui corrono le direttrici economiche di tutto il paese – spiega Ezio Colombo, segretario provinciale Filt Cgil -. Un disimpegno di Alitalia provocherebbe l’arrivo di compagnie straniere, una perdita netta per tutto il sistema paese. Noi ce la mettiamo tutta per far capire che ci siamo e che volgiamo contare». Nessuno crede nella bacchetta magica, l’incontro di domani è il primo e per avere risposte certe sul futuro di Alitalia si dovrà attendere: «Serve un piano industriale serio e in proiezione futura – commenta Nino Cortorillo, segretario
regionale Filt Cgil -. Alitalia è in perdita da 40 anni, lo era in regime di monopolio e lo è rimasta dopo la liberalizzazione, prima e dopo la nascita di Malpensa, che non è certo la causa dei mali della compagnia aerea. Non possiamo permetterci di lasciare un mercato florido come quello del Nord Italia in mano agli stranieri: per questo serve un piano industriale che preveda anche l’ingresso e la forza dei capitali privati, alleanze tra Paesi e con gli stessi aeroporti come avviene in Europa. Non vogliamo invece alleanze estemporanee, ma regole e programmazione in un settore che non ha ne una né l’altra cosa».
Sul piatto restano i problemi che a Malpensa sono da anni cavalli di battaglia dei sindacati: «Credo che Malpensa non possa essere la
fucina del precariato – spiega Dario Grilanda, segretario provinciale Fit Cisl -: proseguendo su questa strada si mette in pericolo la sicurezza dei lavoratori e di tutto il sistema aeroportuale, senza contare la mancanza di interventi infrastrutturali promessi e mai realizzati. Serve un piano complessivo per il trasporto aereo, tenendo conto di ambiente e rapporto con il territorio. Per quanto riguarda l’incontro col Governo, Alitalia deve rivedere le proprie posizioni: Malpensa deve essere al centro del rilancio della compagnia». Nei primi 8 mesi dell’anno, stando ai dati forniti da Sea (che non entra nel merito della manifestazione indetta dai sindacati) Alitalia ha trasportato a Malpensa 8,5 milioni di passeggeri con una crescita dell’8 per cento rispetto allo scorso anno su un totale di 16,8 milioni di passeggeri totali (+11%): «La nostra non è una presa di
posizione campanilistica – dice Antonio Albrizio, segretario provinciale Uilt -: riequilibrare il settore del trasporto aereo è una necessità. Malpensa è l’hub commerciale italiano, è un dato di fatto che non può essere ignorato. Fare la guerra tra aeroporti è inutile, mentre le alleanze tra compagnie andrebbero fatte dopo aver chiarito cosa si vuole fare di Alitalia: solo Malpensa può salvare Alitalia».
«Se Alitalia si disimpegnasse, per i lavoratori sarebbe un colpo tremendo – spiega Victor Morchio, segretario regionale Sult Trasporti -. Quello della compagnia di bandiera è un problema vecchio: si è creata una deregulation difficile da controllare». L’importanza dell’unitarietà è sottolineata da Enrico Maranzana, coordinatore territoriale dell’Ugl: «Essere tutti uniti per dire con forza che Malpensa non può e non deve essere abbandonata è importante – commenta -. La scelta di
abbandonare rotte commerciali come Shangai e, si dice, Washington non si capiscono: da Malpensa partono le rotte economiche, nel futuro di Alitalia il Nord potrebbe avere questa mission, al Sud potrebbe essere lasciato il turismo. Bisogna decidere e programmare, sviluppando dove non si è fatto e innovando dove necessario».
Il futuro di Alitalia è in mano al Governo, comincia una partita che si gioca lontano da Malpensa, ma che Malpensa e i suoi lavoratori non vogliono perdere e nemmeno pareggiare.
Anche il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Luciano Muhlbauer è intervenuto alla protesta dei sindacati di Malpensa, accompagnato dal segretario provinciale Giovanni Bonometti: «Siamo vicini alle istanze dei lavoratori e dei sindacati – ha detto Muhlbauer -, portiamo l’appoggio di tutta l’Unione in consiglio regionale. Penso sia necessario avere un piano regionale del trasporto, Alitalia va rilanciata partendo da Malpensa».
In corteo per difendere Malpensa. Tutte le sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil, Sult e Ugl in primis, ma c’erano anche bandiere dei Cobas) hanno manifestato unitariamente per dare un segnale forte al Governo, che il 10 ottobre incontrerà i sindacati confederali per discutere del nuovo piano aziendale di Alitalia. Erano circa 300 con megafoni, bandiere e striscioni a scandire il “no” al disimpegno della compagnia di bandiera nello scalo della brughiera. Il corteo è partito dalla stazione ferroviaria all’interno del Terminal 1 e si è spostato nell’area partenze. Nessun disagio per i passeggeri, che hanno assistito al passaggio dei lavoratori aeroportuali intervenuti per salvaguardare l’aeroporto e i propri posti di lavoro: erano rappresentati tutti, piloti, assistenti di terra e di volo, addetti alla sicurezza, dipendenti del settore catering e dello smistamento bagagli per dire al Governo Prodi che il futuro di Alitalia non può prescindere da Malpensa. Qualcuno fa notare che non c’erano i precari: «Sono ricattati, questo è un altro grosso problema dell’aeroporto», vociferava il serpentone.
messaggio che hanno voluto lanciare da Malpensa: «Alitalia deve restare al Nord, qui corrono le direttrici economiche di tutto il paese – spiega Ezio Colombo, segretario provinciale Filt Cgil -. Un disimpegno di Alitalia provocherebbe l’arrivo di compagnie straniere, una perdita netta per tutto il sistema paese. Noi ce la mettiamo tutta per far capire che ci siamo e che volgiamo contare». Nessuno crede nella bacchetta magica, l’incontro di domani è il primo e per avere risposte certe sul futuro di Alitalia si dovrà attendere: «Serve un piano industriale serio e in proiezione futura – commenta Nino Cortorillo, segretario
regionale Filt Cgil -. Alitalia è in perdita da 40 anni, lo era in regime di monopolio e lo è rimasta dopo la liberalizzazione, prima e dopo la nascita di Malpensa, che non è certo la causa dei mali della compagnia aerea. Non possiamo permetterci di lasciare un mercato florido come quello del Nord Italia in mano agli stranieri: per questo serve un piano industriale che preveda anche l’ingresso e la forza dei capitali privati, alleanze tra Paesi e con gli stessi aeroporti come avviene in Europa. Non vogliamo invece alleanze estemporanee, ma regole e programmazione in un settore che non ha ne una né l’altra cosa».
Sul piatto restano i problemi che a Malpensa sono da anni cavalli di battaglia dei sindacati: «Credo che Malpensa non possa essere la
fucina del precariato – spiega Dario Grilanda, segretario provinciale Fit Cisl -: proseguendo su questa strada si mette in pericolo la sicurezza dei lavoratori e di tutto il sistema aeroportuale, senza contare la mancanza di interventi infrastrutturali promessi e mai realizzati. Serve un piano complessivo per il trasporto aereo, tenendo conto di ambiente e rapporto con il territorio. Per quanto riguarda l’incontro col Governo, Alitalia deve rivedere le proprie posizioni: Malpensa deve essere al centro del rilancio della compagnia». Nei primi 8 mesi dell’anno, stando ai dati forniti da Sea (che non entra nel merito della manifestazione indetta dai sindacati) Alitalia ha trasportato a Malpensa 8,5 milioni di passeggeri con una crescita dell’8 per cento rispetto allo scorso anno su un totale di 16,8 milioni di passeggeri totali (+11%): «La nostra non è una presa di
posizione campanilistica – dice Antonio Albrizio, segretario provinciale Uilt -: riequilibrare il settore del trasporto aereo è una necessità. Malpensa è l’hub commerciale italiano, è un dato di fatto che non può essere ignorato. Fare la guerra tra aeroporti è inutile, mentre le alleanze tra compagnie andrebbero fatte dopo aver chiarito cosa si vuole fare di Alitalia: solo Malpensa può salvare Alitalia».
«Se Alitalia si disimpegnasse, per i lavoratori sarebbe un colpo tremendo – spiega Victor Morchio, segretario regionale Sult Trasporti -. Quello della compagnia di bandiera è un problema vecchio: si è creata una deregulation difficile da controllare». L’importanza dell’unitarietà è sottolineata da Enrico Maranzana, coordinatore territoriale dell’Ugl: «Essere tutti uniti per dire con forza che Malpensa non può e non deve essere abbandonata è importante – commenta -. La scelta di
abbandonare rotte commerciali come Shangai e, si dice, Washington non si capiscono: da Malpensa partono le rotte economiche, nel futuro di Alitalia il Nord potrebbe avere questa mission, al Sud potrebbe essere lasciato il turismo. Bisogna decidere e programmare, sviluppando dove non si è fatto e innovando dove necessario».
Il futuro di Alitalia è in mano al Governo, comincia una partita che si gioca lontano da Malpensa, ma che Malpensa e i suoi lavoratori non vogliono perdere e nemmeno pareggiare.
Anche il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Luciano Muhlbauer è intervenuto alla protesta dei sindacati di Malpensa, accompagnato dal segretario provinciale Giovanni Bonometti: «Siamo vicini alle istanze dei lavoratori e dei sindacati – ha detto Muhlbauer -, portiamo l’appoggio di tutta l’Unione in consiglio regionale. Penso sia necessario avere un piano regionale del trasporto, Alitalia va rilanciata partendo da Malpensa».
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