Oasi Boza, stop al degrado!

Petizione di Legambiente, Oipa e Lipu per la fine dello stato di abbandono dell'oasi naturale di Cassano Magnago

Riceviamo e pubblichiamo 

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Degrado all’Oasi Boza 4 di 6

Lo scorso 8 settembre le associazioni scriventi hanno denunciato pubblicamente lo stato di abbandono in cui versa l’Oasi Boza di Cassano Magnago, segnalando in particolare il crollo di un ponticello, la presenza di passerelle marce e pericolanti, pannelli didattici rotti, cartelli del regolamento coperti da vernice o sbiaditi, capanno con scritte poco consone al luogo, rifiuti abbandonati, ambrosia che cresce indisturbata. A distanza di venti giorni dall’Amministrazione Comunale non è giunta però alcuna risposta concreta, a dimostrazione dell’assoluta carenza di idee che contraddistingue l’attuale esecutivo sull’argomento in questione.

Tale vuoto è preoccupante, come lo è lo stato di degrado in cui versa l’area. Al di là del fatto che la Boza, un tempo luogo d’eccellenza per l’educazione ambientale, è ora abbandonata a sé stessa, desta preoccupazione lo stato delle strutture. Il ponticello crollato e le passerelle marcescenti rappresentano infatti un possibile pericolo per chi volesse avventurarsi lungo i sentieri dell’Oasi. Nonostante una nostra segnalazione del 21 giugno, a tutt’oggi l’Amministrazione civica non solo non ha risposto alla nostra istanza, ma non si è neppure fatta carico di segnalare il pericolo con un cartello o un nastro colorato, in assoluto spregio dello Statuto Comunale e dell’incolumità della cittadinanza. Di conseguenza in data 28 settembre ci siamo visti costretti a segnalare tale situazione alla Prefettura di Varese. Inoltre, per fare ulteriore chiarezza sulla vicenda, intendiamo fare presente quanto segue: le nostre segnalazioni non sono da intendere come una richiesta di avere nuovamente la gestione della Boza. Chiediamo però che l’area, per la sua importanza culturale, didattica e naturalistica, non venga lasciata scivolare verso l’oblio ed il degrado dal quale era stata faticosamente strappata negli anni scorsi. Nel contempo, qualora l’amministrazione comprenda il proprio errore e decida di recuperare e gestire l’area, chiediamo che ne vengano mantenuti gli indirizzi di conservazione della biodiversità e di educazione ambientale, per i quali la Boza, oggi di proprietà comunale, ha una spiccata valenza intrinseca. Dare a questo luogo una destinazione differente vorrebbe dire disattendere l’accordo originario con i precedenti proprietari e dimenticarsi che oggi la Boza è riconosciuta a livello provinciale quale oasi di protezione faunistica, per cui gli interventi devono necessariamente essere finalizzati al miglioramento degli habitat. Non solo, non tutelarla oppure farci qualcos’altro significherebbe vanificare gli investimenti effettuati in precedenza dal Comune di Cassano Magnago (circa 60 mila Euro solo per la gestione ordinaria dal 1997 al 2003), utilizzati per facilitarne la fruizione mediante le opere realizzate da una trentina di volontari, per offrire alle scuole cittadine un servizio di educazione ambientale condotto da operatori specializzati e per svolgere studi scientifici su fauna e vegetazione affidati a professionisti nel campo della biologia e delle scienze naturali. Il tutto regolarmente concordato con l’Amministrazione Comunale.

Proprio per chiedere che la “Boza” venga salvata, e che ne venga mantenuta la vocazione  i conservazione della natura e di educazione ambientale, LIPU, Legambiente ed O.I.P.A.

(Organizzazione Internazionale Protezione Animali) lanceranno a breve una petizione per raccogliere le firme di chi vuole che l’area continui ad essere una palestra didattica nella quale bambini e ragazzi possano imparare a conoscere, rispettare e difendere la natura.

Lipu ufficio regionale Lombardia e Piemonte Massimo Soldarini

Il presidente di Legambiente Cassano Magnano Sergio Luoni

O.I.P.A. Francesco Faragò

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Pubblicato il 02 Ottobre 2006
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