Prezzi al consumo, autunno meno caro
Portafogli salvi: crescono solo le spese universitarie. Ma rispetto a un anno fa siamo un pò più poveri
Autunno caldo nella temperatura, ma con una ventata di aria fresca per i nostri portafogli. Gli acquisti in città pesano come il mese scorso e persino un pò di meno, anche se rispetto a un anno fa, soprattutto in certe voci, si spende di più. E’ quanto emerge dalla rilevazione Istat dei prezzi al consumo fatta a ottobre dal Comune. Detto in cifre, questo mese i prezzi scendono rispetto a settembre dello 0,3%, ma salgono dell’1,3% se paragonati all’ottobre del 2005.
A settembre, rispetto a un mese fa, sono cresciute lievemente i capitoli di spesa per Istruzione dell’0,8% (dove però spicca, tra le singole voci, l’indice di aumento più alto, Istruzione universitaria +4%), Comunicazioni (+0,5%), Abitazione, acqua, energia elettrica, gas, combustibili (+0,4%), Generi alimentari e bevande analcoliche (+0,2%), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,1%), Altro (+0,1%).
In diminuzione in particolare il capitolo Trasporti (-1,2%), spiegato dalla riduzione della spesa per la benzina e i carburanti, e dalle conseguenti minori spese per biglietti aerei e navali. Diminuiscono anche le spese sanitarie (-1%), grazie agli sconti sui medicinali di fascia A introdotti dalle farmacie dal primo ottobre. Scendono i prezzi di Ricreazione,spettacolo e cultura (-1%), un calo spiegato, in parte, con la contrazione dei prezzi dei pacchetti vacanze "tutto compreso". Scendono lievemente anche Abbigliamento e calzature (-0,2%).
Dall’analisi tendenziale ottobre 2005-ottobre 2006, invece, risulta chiaro che i prezzi sono decisamente più alti di un anno fa. Il salasso arriva da Abitazione, acqua, energia elettrica combustibile e gas (+5,2%), Bevande alcoliche e tabacchi (+4,4%), altri beni e servizi (+4%), generi alimentari e bevande analcoliche (+2,2%), Ricreazione, spettacolo e cultura (+1,7%), Servizi ricettivi e ristorazione (+1,6%). Scendendo più nel dettaglio, l’indagine Istat del Comune di questo mese rivela che in un anno, i prezzi di alcune voci di prodotto sono schizzati alle stelle: il boom c’è stato nella Oreficeria e orologeria (+33,8%), ma anche tra servizi ricreativi e culturali in senso stretto (+29,6%); aumenti marcati anche tra Energia elettrica (+14,4%) e Olii e grassi (+13,5%).
L’analisi, da Ottobre, viene condotta tra l’1 e il 21 del mese. II Comune vi ha destinato 3 operatori, per 535 unità di rilevazione di cui 178 dedicate al commercio minuto, 314 ai servizi, 14 alla grande distribuzione. 4.788 le quotazioni raccolte periodicamente in coerenza con il calendario Istat.
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