Pupe e secchioni verso rush finale
Prosegue con enorme successo il reality realizzato nella villa di Travedona Monate. Rimaste in gara cinque coppie che si fronteggaino a colpi di qualunquismo, stereotipi e ignoranza
Oltre la metà del programma è stata superata, mezza avventura compiuta. Diffusione praticamente totale: tutti ne parlano, tutti sanno chi sono le bellone, chi gli "sfigati". Siamo a "Le pupe e i secchioni", c’è chi è rimasto in gioco e chi no. Ma in fondo non importa: ogni settimana si consuma in prima serata (dopo diversi passaggi in day time) una gara con una filosofia opposta a quella dei giochi che hanno fatto grande la televisione negli anni ’60, come "Lascia o raddoppia", in cui veniva premiata la conoscenza, la diffusione dell’italiano e della cultura e i loro contraltari.
Lunedì sera, invece, Mediaset proprio per fronteggiare la corazzata Falcone di RaiUno, ha controprogrammato con successo il reality di Italia 1, ed è stato raggiunto l’apice del trash: se prima si premiava il coraggio dell’idea del format, nella puntata di lunedì si è fatto il bagno nella tv spazzatura. Letteralmente. Oltre alle normali domande che premiano l’ignoranza con la scusa del divertimento, si è assistito all’ingresso di una nuova coppia: un secchione immerso in una vasca da bagno piena di schiuma, con drink e sigaro in bocca, ha dovuto scegliere tra due pupe che per lui, e per la gioia del trash, si sono lanciate in uno sgraziato spogliarello che ha visto le ragazze rimanere in mutande e reggiseno, al ritmo di “Sex bomb”. Un’immersione nel qualunquismo e negli stereotipi che vedono bellone da una parte e sfigati dall’altra e dove i secchioni ne escono sicuramente sconfitti in nome dello spettacolo, dell’audience, dell’apparire.
In poche parole viene premiata l’ignoranza. E non nel senso che vince chi risponde peggio (no, il gioco premia chi conosce le risposte giuste, le più elementari come “dimmi una regione che confina col Piemonte”). Vince l’ignoranza perché viene premiata la morbosità degli spettatori nel vedere in vetrina chi non sa nulla di attualità, basta essere simpatici per rimanere in gara, vengono messi in scena “i veri sentimenti”, come ama ripetere un’ormai troppo costruita Federica Panicucci: “Tu sei vero e per questo ci piaci, con le tue lacrime ci fai riflettere”. E tutto questo premia, visto che nella puntata di lunedì sera, nonostante la programmazione di RaiUno con Giovanni Falcone, La Pupa e il secchione ha raggiunto il 15 per cento di share.
Dopo ormai cinque puntate dall’inizio del reality, sono rimaste in gara cinque coppie: Nora e Congedo, i favoriti Ilaria e Monti, Rosy e Sala (di cui sono state mostrate le loro “avventure” notturne in camera), Silvia e Spinò, Amalia e Accinelli. Le ultime due coppie si contenderanno settimana prossima l’eliminazione.
Non si capisce bene il fenomeno che porti lo spettacolo a una media del 20 per cento di share in prima serata (che sia chiaro, per Italia 1 è un vero successo!), con punte del 38 per cento in seconda serata. Lo show, infatti, prosegue anche fino all’una di notte, tra gare e litigate (tristissima nella penultima puntata quella tra la Mussolini e Sgarbi, triste soprattutto che sia stata così pompata dai media. Sgarbi è poi stato sostituito dallo scrittore milanese Andrea Pinketts).
Una speranza per una nuova televisione sembrava aver preso piede proprio in queste settimane: tutti i reality (L’isola dei famosi, Wild West e Reality Circus) sono andati così male che i palinsesti continuano a cambiare. Veleggiano invece gli ascolti per gli intelligenti telefilm americani (Dr. House su tutti), ed anche buoni prodotti italiani come Distretto di Polizia, Joe Petrosino o Falcone (certo non sono film da Oscar, ma è già molto per quello a cui ci ha abituato la normale e melensa fiction). E invece La pupa e il secchione ci riporta alla realtà: quel 20 per cento che probabilmente sono quei giovani spettatori per cui la televisione sembra non produrre altro.
Rimangono così dieci concorrenti, Enrico Papi e Federica Panicucci, in quella villa varesina, a Travedona Monate, quasi un fantasma del programma. Una casa in cui si realizza uno show preparato alla perfezione in cui si mette alla berlina la non conoscenza. L’importante è dare un’alibi all’ignoranza e in questo La pupa e il secchione ci riesce benissimo.
In un recente editoriale di Repubblica, Edmondo Berselli ha scritto che quei giovani non sono un campione rappresentativo dei ragazzi d’oggi. È vero, sono gli estremi. Ma la tv, come sempre accade, li sta trasformando in modelli da imitare. E la dimostrazione non è solo il programma, ma anche gli spot che promuovono lo show: non è premiata la suspance, l’attesa, la gara o la competizione. Ma il divertimento dato dall’ignoranza. Ed anche i ragazzi, che dovrebbero essere i secchioni, sembrano essere sempre più contenti del nuovo mondo che stanno scoprendo, fatto di gossip, sesso e belle donne. E le pupe, cosa scoprono? Non vincono le bellone, ma il mondo che tramite loro viene rappresentato. E il format del programma non esiste più.
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