Ragazzi, Varese non è Cuculandia!

E’ un silenzio assordante quello che c’è stato e dura ancora oggi in risposta a un articolo apparso su Varesenews che riguardava l’intenzione dell’ospedale di Varese di dare la precedenza ai malati non urgenti provenienti da altre regioni e di rimandare all’anno venturo le cure per le patologie non urgenti dei varesini o comunque dei lombardi; ciò a quanto sembra allo scopo di far cassa con le rimesse delle altre regioni e di risparmiare le spese per i nostri malati.
Una notizia del genere avrebbe meritato qualche commento da parte dei vertici della sanità e poiché nessuno l’ha smentita o ridimensionata qualificandola come inesatta o di pura fantasia si deve presumere che sia purtroppo vera.

Ma se l’imbarazzo del “Circolo” è plausibile, è sorprendente il silenzio delle istituzioni. E’ mai possibile che, per esempio, i consiglieri regionali e gli amministratori dei Comuni siano tanto distratti o peggio indifferenti? E’inoltre incredibile che siano stati zitti anche i politici divenuti leggendari Balilla nel prendere a sassate un facile bersaglio come il Pronto Soccorso. E mica male anche l’acqua in bocca di alcuni editori di mezzi di informazione.

Sarebbe poi veramente interessante conoscere il pensiero della Lega visto che i posti letto dei varesini con l’applicazione del singolare provvedimento verrebbero occupati da malati di altre regioni con sistemi ospedalieri più deboli, cioè quelle del Sud. Stupisce anche la prudenza degli organismi dei medici nel segnalare una “variazione” che di fatto impedisce di curare dei pazienti introducendo una selezione.

Ai cittadini un commento o una risposta sono dovuti anche se la singolare disposizione nel frattempo dovesse essere stata oggetto di un ripensamento. L’episodio è la spia rossa accesa in ordine alla situazione finanziaria del nostro ospedale, all’inaugurazione del quale difficilmente potrebbe seguire una prestazione di servizi pari alle attese dei varesini.

Il tutto mentre per la cura della nostra salute fioriscono iniziative private riconosciute dalla Regione Lombardia .
Insomma per quanto riguarda la sanità sembra si voglia far diventare Varese una sorta di svagata Cuculandia. Ma si tratta di un obiettivo più difficile di quanto si pensi.
E per il quale ci saranno da pagare salatissime parcelle politiche. Si vedrà cioè chi sono i veri cucù.

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Pubblicato il 02 Ottobre 2006
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