“Servono risorse per l’Ospedale”
Il Comitato per l'autonomia dell'Ospedale elenca i principali problemi della struttura: in testa liste di attesa, accorpamenti e Pronto soccorso
Liste d’attesa, accorpamento di divisioni, Pronto soccorso, risorse economiche. Sono questi, in estrema sintesi, i problemi più urgenti dell’Ospedale di Saronno, secondo un documento firmato dal "Comitato per l’autonomia dell’Ospedale".
"Negli ultimi mesi si sono avvicendati al capezzale del nostro nosocomio i rappresentanti politici locali, provinciali, regionali ed il direttore della nostra azienda. In primavera si svolgeranno le elezioni provinciali – spiega il responsabile del Comitato, Pier Luigi Annoni – Non è nel nostro Dna entrare nel marasma che si è generato, ma è necesasrio mettere a fuoco gli argomenti più importanti".
Al primo posto in termini di urgenza, secondo il Comitato, c’è il problema delle liste di attesa: "Sono pochi i parametri rispettati, diciamo soltanto senza entrare nei dettagli che molte prestazioni sono oltre i cento giorni di attesa". C’è poi la questione degli accorpamenti divisionali: "E’ in arrivo un’ulteriore novità – spiega Annoni – Si vocifera che dopo le dimissioni del dott. Adami per collocamento in pensione, la pneumologia sarà accorpata con la cardiologia. Siamo sconcertati per un simile progetto che non ha nulla di razionale, purtroppo la tendenza è quella di risparmiare risorse accorpando il più possibile. Valga come esempio quello oramai istituzionalizzato che vede tre divisioni ( urologia-oculistica e otorino ), tutte su un medesimo piano, fonte di malumori tra gli operatori sanitari e tra gli stessi pazienti,alla ricerca della propria identità dettata dalla malattia di cui sono portatori".
Tra le dolenti note sottolineate dal Comitato non manca il Pronto Soccorso: "Nei discorsi del Direttore il Pronto Soccorso viene citato tra le opere che l’amministrazione attuale ha concluso; è vero ma, ci si dimentica di dire che la struttura, rifacimento di quella preesistente , doveva servire in particolare per creare una sezione di osservazione breve con lo scopo di seguire per almeno 24 ore i pazienti la cui diagnosi non era chiara . Sarebbe stato vantaggioso sia per i reparti che avrebbero potuto fruire di ricoveri preselezionati sia per gli operatori di PS messi in grado di offrire un servizio qulitativamnte migliore . Non se ne fatto nulla. Risultato ogni mese circa 20 ammalati , esclusi quelli trasferiti per altre ragioni – neurochirurgia, interventi di angioplastica coronaria ed altro , non trovano posto nel nostro ospedale e sono costretti alla diaspora in altre strutture che non sempre sono vicine. I medici sono insufficienti per raddoppiare le notti e le attese sono talora oltre i limiti. Auspichiamo che le risorse vengano spese in questo caso per reperire nuovo personale medico e infermieristico".
Concludendo, secondo il Comitato saronnese "è venuta meno la proposta della fondazione tanto caldeggiata dai politici locali, senza che la cittadinanza sia stata messa al corrente dei motivi che hanno portato a tale scelta. Difficile sostenere l’autonomia perchè non sentita con orgoglio da chi dovrebbe sponsorizzarla; dobbiamo assolutamente uscire da questo stato asfittico in cui ci troviamo chiedendo con forza alla Regione alla Direzione della azienda e ai nostri politici un impegno per far sì che maggiori risorse vengano dirottate verso il nostro ospedale per creare punti di eccellenza che meritiamo per tutto quello che il nostro ospedale era prima delle spoliazioni subite e per quello che i nostri operatori sapranno mettere in atto".
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