Telecamere alla dogana per contare i frontalieri

Il sindaco Pietro Roncoroni lancia l'idea:«Ci darà dati certi per il progetto di portare la ferrovia Lugano-Ponte Tresa in Italia»

Telecamere alla dogana per contare i frontalieri. Le installerà il comune di Lavena Ponte Tresa per definire con esattezza il numero di automobili che varcano il confine tutti i giorni alla dogana sul ponte. L’idea segue il dibattito sullo spostamento del capolinea della ferrovia Lugano-Ponte Tresa al di qua del confine (nella foto di P. Saccà). Si sono incontrati martedì 24 ottobre, infatti, i sindaci dei comuni ticinesi tra Ponte Tresa e Lugano, il direttore del dipartimento del territorio ticinese Marco Borradori e il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Vittorio Roncoroni proprio sulla proposta del sindaco italiano di allungare la ferrovia dalla parte italiana del confine in modo da spostare una parte del traffico veicolare frontaliero dalla strada alla rotaia.

L’idea, lanciata dal sindaco pontresino è stata accolta positivamente da alcuni esponenti politici svizzeri i quali l’hanno sottoposta ai sindaci della fascia interessata. dalla riunione è emersa una certa divisione da parte dei sindaci elvetici sulla possibilità di spostare il capo-linea ma a fine assemblea alcuni hanno aperto la porta al dialogo. Il sindaco di Lavena Ponte Tresa, da parte sua, in mancanza di cifre precise sul numero di autoveicoli che ogni giorno varcano il confine ha deciso di effettuare uno studio più preciso lanciando l’ipotesi di installare le telecamere che riprenderanno l’incrocio che porta alla dogana.

«Stiamo valutando questa ipotesi visto che i dati sul numero di autoveicoli sono contrastanti – spiega Roncoroni – la sperimentazione dovrebbe partire una volta riaperta la strada provinciale 61 in modo da avere i dati completi con la situazione viabilistica dell’area a regime. In questo modo potremo capire quanti di questi frontalieri vengono da Luino, Cadegliano e quanti da Brusimpiano». Avere questi dati servirà a capire quanto potrebbe essere utile un’opera sicuramente impegnativa ma non irrealizzabile, come ha più volte sottolineato lo stesso sindaco.

In una serie di venti interviste effettuate dal nostro quotidiano ai frontalieri in coda, alla domanda se avessero lasciato l’auto per la ferrovia per effettuare il tragitto dogana-lavoro: 18 hanno risposto sì a patto che ci sia la possibilità di parcheggiare l’auto, solo in due hanno risposto negativamente ma solo perchè hanno acquistato un mezzo a due ruote.

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Pubblicato il 26 Ottobre 2006
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