Un progetto di rilancio che parte dal “Centro”
Assemblea costituente del Polo Civico di Centro: presenti numerose facce note che credono a questo progetto politico che vuole rompere con la politica tradizionale
Un progetto di rilancio che parte dal centro, l’idea di mettere la parola fine all’esigenza di centro che ha la cittadinanza. Con questi propositi si è riunito a Ville Ponti il Polo Civico di Centro nella sua assemblea costituente. Oltre 250 i presenti nella sala Napoleonica, ad ascoltare le linee programmatiche esposte da Quntino Magarò, anima del progetto. Con lui gli esponenti dei partiti che hanno aderito al progetto, a cominciare da Gianni Prandini, ex ministro, deputato e segretario nazionale del Partito Democratico Cristiano, Giuseppe Morrone, segretario provinciale dell’Udeur, Francesco Schillaci, segretario nazionale di Italia Futura e Paolo Caccia, deputato e presidente del Polo Civico di Centro: «Tutti uniti nel progetto: una sorta di imbuto, che per il momento raccoglie tutte le adesioni che arrivano, poi col tempo si vedrà chi resta e chi non condivide», spiega Magarò.
Tanti anche gli ospiti, provenienti da vari partiti e varie formazioni politiche, con storie alle spalle spesso opposte e differenti, ma che intravedono nel Polo
Civico di Centro il futuro di una politica senza partiti, che parte dal basso. Da segnalare la presenza di Fabio Castano, una delle colonne della destra sociale della provincia di Varese: «Ho aderito perché il progetto è interessante – ha spiegato -, per ora si tratta di un’associazione, bisogna mettere insieme un progetto politico comune e condiviso. Non vogliamo fare una rifondazione della Democrazia Cristiana, ma tornare alla politica come servizio ai cittadini, come una cosa del popolo, senza caccia alle poltrone». Presente da osservatrice esterna anche Elisa Meggiorin, madre di Claudio, il barista ucciso a Besano nel giugno 2005: lo ricorderà con un libro in uscita ad inizio dicembre. Osservatori esterni anche Enzo Ramo e Andrea Badano, esponenti provinciali e regionali del Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, che guarda con simpatia e curiosità tutte le liste civiche che sorgono dove ci sono elezioni amministrative a breve scadenza.
Rispondendo agli attacchi indiretti (ma non troppo), che il segretario provinciale dell’Udc ha fatto oggi a Gallarate, Magarò commenta laconico: «Il Polo Civico di Centro è la realizzazione di quel grande centro moderato e riformista con valori cristiano democratici che l’Udc non è riuscito a realizzare». Gli fa eco Michele Orlando, appartenente al direttivo nazionale Udc e prossimo al salto nel Polo Civico di Centro: «Mi sono dimesso dalla segretaria provinciale – spiega – perché non condividevo la linea che il partito seguiva. In 2 anni non è stato fatto nulla, a Gallarate è inutile che continuino con gli attacchi a chi è uscito, perché sono rimasti in pochi e di quei pochi due sono ex leghisti e uno ex Forza Italia. Il progetto del Polo Civico di Centro vale, è fatto dalle persone e rivolto alla gente comune, non si va alla caccia di posti, ma ci si mette la faccia, cosa che da altre parti non si è mai fatta». Tra qualche mese ci sarà il primo congresso politico del Polo Civico di Centro: vedremo chi è rimasto e dove porterà questo progetto, che, al momento, sembra essere apprezzato e guardato con curiosità da molti, anche fuori provincia.
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