Uno studio legale certificato ISO 9001
Gli avvocati della Cigl varesina si sono adottati di un sistema di gestione qualità
Quando quest’estate venne varato il decreto Bersani ci fu subbuglio tra diverse categorie professionali. Tassisti e farmacisti scesero in piazza e scioperarono per protestare contro quel pacchetto di misure colpevoli, a loro avviso, di liberalizzare eccessivamente il mercato. Non si astennero neppure gli avvocati, altra categoria interessata dal ddl. La maggior parte di essi riteneva infatti che il ddl snaturasse la natura pubblicistica della professione forense commercializzandone eccessivamente i servizi. Alcuni però furono d’accordo con il decreto perché ritenevano che regolarizzasse una trasformazione già in atto della loro professione. Tra questi anche i soci dello studio legale Bordone Giovannini Perone Perucco, noto, tra le altre cose, per il rapporto di collaborazione con la Cgil varesina. «Il mondo dell’avvocatura sta cambiando e deve sempre di più fare i conti con l’economia di mercato – spiega Paolo Perucco, uno dei soci. Proprio per potersi rapportare meglio a tali trasformazioni, lo studio ha deciso quindi di adottare un sistema di gestione della qualità certificato secondo gli standard Iso 9001, una scelta inusuale nel campo delle professioni intellettuali.
Che cos’è la certificazione Iso 9001?
Iso sta per International Standardization Organization. E’ un’ente internazionale che si occupa di definire criteri organizzativi universali riferibili cioè ad ogni settore dell’attività economica. La certificazione ISO 9001 attesta quindi che un’impresa, nella produzione di beni o erogazione di servizi, adotta un sistema di gestione delle risorse uniforme alla normativa tecnica internazionale.
Che scopo ha?
L’adozione di un modello organizzativo comporta la codificazione delle modalità di erogazione del servizio e la verifica della loro corretta applicazione nonchè dei risultati conseguiti. Costituisce quindi lo strumento dinamico per rilevare le efficienze o inefficienze organizzative e garantire il miglioramento.
Cosa avete dovuto fare per ottenerla?
Abbiamo dovuto passare al setaccio tutte le procedure che normalmente seguiamo nel portare avanti una pratica, codificarle e metterle per iscritto. E’ stato un lavoro molto impegnativo durato più di due anni che ci ha però permesso di razionalizzare il nostro lavoro, vedere dove c’erano degli intoppi e modificare in meglio la nostra organizzazione. Abbiamo ottenuto la certificazione a settembre di quest’anno.
Come mai uno studio legale come il vostro ha deciso di adottare un sistema di gestione per la qualità?
E’ bene precisare innanzitutto che l’applicazione di un modello organizzativo alla professione legale attiene esclusivamente al suo profilo organizzativo e non di contenuto. Per quanto ci riguarda tale scelta è stata imposta dalla progressiva articolazione della nostra struttura e dalla conseguente necessità di regolare la distribuzione e gestione del lavoro fra le risorse dello studio. Ciò al fine principale di migliorare la nostra capacità di assistenza del cliente. Siamo infatti coscienti che in questi ultimi anni il modo di lavorare si sta trasformando anche con particolare riferimento al rapporto con la clientela. Si pensi banalmente cosa ha comportato l’avvento dell’informatica. Oggi un cliente, tramite la posta elettronica, può chiedere di essere sempre aggiornato sullo stato della sua pratica. Le esigenze stanno cambiando rapidamente. E’ chiaro che una professione intellettuale come la nostra sta acquisendo sempre più le logiche delle comuni imprese. La scelta di dotarci di un sistema di gestione per la qualità vuole essere in linea con queste trasformazioni che la riforma Bersani ha inteso interpretare.
Quanti altri studi legali in Italia e in Provincia di Varese hanno fatto la stessa scelta?
In Italia sono circa una sessantina, per quanto riguarda la nostra area non mi risulta che ce ne siano altri oltre a noi.
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