Aeros: il culto del corpo trionfa a Varese
Coreografia, atletica e moda: una triade che entusiasma anche il pubblico dell'Apollonio
Corpi umani che raccontano una storia, corpi che rappresentano parti di un corpo più grande, corpi forti e leggeri, corpi che ironizzano sui difetti umani e corpi che diventano animali. È indubbiamente il corpo il protagonista di "Aeros", lo spettacolo che ha aperto ieri la stagione teatrale varesina, entusiasmando il pubblico che gremiva la sala, e che spesso si è lasciato scappare prolungati applausi durante l’esibizione.
Perché i corpi di cui parliamo sono quelli, perfetti e forti, degli atleti e delle atlete della federazione di ginnastica rumena. Atleti olimpionici ancora impegnati nell’attività agonistica, che uniscono la loro passione per lo sport che più di ogni altro celebra il culto del corpo umano, a quello dell’arte che lo celebra con uguale trasporto: la danza moderna. Il risultato è allo stesso tempo affascinante e profondo. Per quanto indubbiamente forti, i corpi sembrano essere leggeri come fumetti, volando, trasformandosi in aquile oppure rendendo tanto semplice e normale qualcosa di tanto buffo quanto il camminare a testa in giù. Una lunga serie di virtuosismi, quindi, che hanno affascinato anche il pubblico più giovane della sala, con una folta schiera di giovanissimi.
Molto virtuosismo, ma con sforzo si poteva trovare qualcosa di più, per fortuna. Il secondo protagonista della serata, infatti, è stata la coreografia, che abbinata a soluzioni scenografiche originali porta la chiara firma di Ezralow, Parsons (presente ieri in sala), Pendleton e Cresswell. Rari gli assoli, ben più frequenti le coreografie di gruppo, perfette in una glaciale sincronia, in cui il corpo, pur essendo protagonista, non è che una parte di un meccanismo che risulta quasi rarefatto. Aeros oscilla quindi dalla narrazione (spesso con risvolti decisamente autoironici) alla pura forma. Passando per un tip-tap a ritmo di salti e capriole, che per una volta sostituisce alle originali musiche di Shannon Slaton, il semplice ritmo di piedi e mani che battono contro le assi del palcoscenico. Oppure le esibizioni con la corda, strumento ben noto alle atlete, ma che diventando una striscia fluorescente nel buio, sembra trasformarle in fuoco (foto).
Infine, parlando di questa data varesina, non si può non citare il terzo grande protagonista: i costumi di Missoni, presente ieri tra il pubblico. Di grande effetto le sottogonne azzurro cielo di ballerine a testa in giù, che quando si rimettono in piedi diventano un tripudio di colori caldi, proprio come un fiore che sboccia. E poi le sue tipiche fantasie a strisce, che ben si abbinano alla naturalezza ed allo stesso tempo all’assurdità di alcune coreografie. Perché se il culto del corpo è proprio di ginnastica e danza, indubbiamente lo è anche della moda.
Il pubblico varesino, eterogeneo più che mai (ed è un bene) ha apprezzato decisamente le coreografie mozzafiato, anche se il messaggio di Aeros era più difficile da ricercare. Sicuramente, quindi, questa è stata la scelta migliore per l’apertura di una stagione teatrale promettente per tutti.
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