Cgil: «Cento anni e ci sentiamo giovanissimi»

Presentato oggi pomeriggio a Villa Ponti il volume sui cento anni delle Camere del Lavoro di Busto Arsizio, Luino e Gallarate

Avere cento anni di storia alle spalle e sentirsi giovanissimi. E’ con questo sentimento – di consapevolezza della propria storia e di vitalità per le sfide del presente e del futuro – che la Cgil di Varese si appresta a concludere le celebrazioni per i cento anni delle proprie Camere del lavoro.

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I 100 anni della Cgil 4 di 9

Dopo le moltissime iniziative messe in campo per festeggiare il primo secolo di vita della Camera del lavoro varesina, oggi pomeriggio al Centro congressi Ville Ponti si sono aperti i festeggiamenti per i 100 anni delle Camere territoriali di  Busto Arsizio, Luino e Gallarate con la presentazione di un libro che ne racconta la nascita e la storia con molti documenti, testimonianze e foto d’epoca.

Gremita la sala di vecchi e nuovi iscritti, ex segretari, politici e rappresentanti del mondo associativo varesino.  Insieme al segretario generale Ivana Brunato, c’erano il professor Enzo Laforgia dell’Istituto varesino di storia contemporanea, che ha curato il volume insieme all’Archivio storico della Cgil, e Paolo Nerozzi, della segreteria nazionale della Cgil.

Ivana Brunato (nella foto insieme a Enzo Laforgia), che ha introdotto i relatori, ha spiegato così il "segreto" della vitalità del principale sindacato varesino, a cento anni dalla sua fondazione: "E’ il binomio tra rappresentanza e capacità di assolvere alla "mission" (per mutuare un linguaggio moderno e d’impresa) che ci siamo dati che tiene vivo il nostro agire quotidiano e la nostra prospettiva, frutto del rapporto costruito quotidianamente e radicato nel tempo con chi si rivolge a noi per migliorare le proprie prospettive di vita". E in fondo è proprio qui il segreto: le persone per cui, ogni giorno, la Cgil lavora. "Il lavoro è cambiato – ha detto ancora Ivana Brunato – in meglio, in peggio? Questo fa parte del dibattito quotidiano. Ma l’essenza, cioè che l’individuo entra in relazione con il contesto sociale e culturale attraverso il lavoro, è rimasta. Poco importa se si svolge un lavoro umile o elevato, l’importante è che sia rispettoso della dignità della persona".

Enzo Laforgia ha poi reso con molti esempi di grande efficacia gli straordinari cambiamenti che in questi cento anni hanno interessato il mondo del lavoro, le condizioni e i diritti dei lavoratori, mentre Paolo Nerozzi (nella foto) ha chiuso l’incontro sintetizzando le grandi sfide che aspettano oggi e nell’immediato futuro i lavoratori e il sindacato. La prima: la questione di genere, ovvero lo sforzo che sindacato, mondo del lavoro e società devono fare per aprirsi al lavoro femminile non solo in termini di mano d’opera ma a livello dirigenziale. Secondo, la questione generazionale, con l’esigenza di aprirsi sempre di più ai giovani lavoratori, e terza la questione della società multietnica verso cui sempre più velocemente il nostro Paese si sta muovendo. Infine, la sfida più difficile: quella di una prospettiva unitaria, che porti ad un grande sindacato confederale generale.

Il 24 novembre, alle 21 sempre a Villa Ponti, ma in Sala Napoleonica, un grande concerto ad ingresso libero concluderà le iniziative.

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Pubblicato il 20 Novembre 2006
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