Da Kurosawa a Kitano: il venerdì nero giapponese
Venerdì 24 novembre 2006 presso la sala ACP, Balerna, sopra il Ristorante La Meridiana
Venerdì 24 novembre 2006 presso la sala ACP, Balerna, sopra il Ristorante La Meridiana, si terrà il quarto appuntamento della rassegna Venerdì nero – il cinema jakuza giapponese: da Kurosawa a Kitano
alle 20.45 il film “La tomba dell’onore” (Jingi no hakaba) Giappone, 1975, col, 94’, v.o. sottotitoli in francese
Regia: Kinji Fukasaku; sceneggiatura: Tatsuhiko Kamoi; fotografia: Hanjiro Nakazawa; scenografia: Tadayuki Kuwana; musica: Toshiaki Tsushima; interpreti: Tetsuyo Watari, Tatsuo Umeiya, Eiji Go, Shingo Yamashiro, Yumi Takigawa, Reiko Ike, Ryoko Ima, Mikio Narita, Noburu Ando, produzione: Itaru Yoshida per Toei.
Nell’immediato dopoguerra, in un Giappone in cui la mafia spadroneggia grazie anche all’accondiscendenza della classe politica locale e degli occupanti americani, Rikio Ishikawa (l’enorme Tetsuya Watari) è uno yakuza del clan Kawada, che non rispetta minimamente i codici della gerarchia mafiosa. A causa delle continue insubordinazioni, diventa ben presto un soggetto incontrollabile e indesiderato. Il film ne racconta senza concessioni l’inarrestabile discesa – tra violenze, stupri, tradimenti e tossicodipendenza – in un inferno dove non esiste alcuna possibilità di riscatto, né di fine onorevole.
Kinjii Fukasaku (1930-2003) esordisce alla regia nel 1961 e costruisce negli anni uno stile personale secco e rapido, con inserti pseudo-documentari che introducono la vicenda nel contesto della criminalità giapponese. Le sue inquadrature, spesso sbilenche e frenetiche (ma veri pezzi di bravura!) sanno creare un’ambientazione altamente drammatica e contribuiscono a caratterizzare la visione nichilista del regista per il quale tutto sembra scivolare vorticosamente e fatalmente verso il baratro. La tomba dell’onore, uno dei suoi capolavori, tratto dal racconto di Goro Fujiuta, un ex-gangster, è un noir nerissimo in cui il desiderio di morte e autodistruzione che pervade il protagonista respinge lo spettatore, ma lo pone anche lucidamente di fronte ad un degrado umano che non lascia via di fuga (come la camera alla mano di Fukasaku appiccicata ai suoi protagonisti). Ishikawa è animalesco, ma lo è in un mondo di belve che sotto la copertura di un’apparente legalità è altrettanto feroce e senza pietà. Tarantino omaggerà Fukasaku nei titoli di coda del primo volume del suo Kill Bill, esplicitando così la riconoscenza e il debito verso il maestro giapponese.
Prezzi entrata: fr. 10.– / fr. 7.—per i membri ACP, Cineclub del Mendrisiotto e ridotti.
Per informazioni tel. 091 683 50 30 o acp@acpnet.org"
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