L’isolino dei famosi

Dove si racconta di una partita finita 161 a zero, si va alla ricerca di un Tavor e si rimpiange un ticket

A volte mandare a memoria qualche numero serve. Segnatevi questo: 161. E’ il numero delle scuole cattoliche attualmente funzionanti nell’Egitto musulmano, come testimoniato dal Corriere della Sera di qualche giorno fa. Nella Milano che si vuole cosmopolita, internazionale, moderna, da mesi un ristretto manipoli di autoproclamatisi imam dell’integrità occidentale ha scatenato una gazzarra contro l’apertura di una scuola araba che ha già ricevuto l’ok da tutte le autorità scolastiche (i programmi, insomma sono in linea con quelli ministeriali, le ore di religione settimanali sono solo due); niente da fare: in un mese la scuola araba ha ricevuto otto ispezioni dei vigili del fuoco, nello stesso mese in due scuole comunali milanesi è crollato il tetto. Centossessantuno a zero è il rapporto che andrebbe ricordato a tutti quelli che cianciano di reciprocità e di salvaguardia dei valori di libertà.

GIOVEDI’ GNOCCHI, SABATO ALLARME – E un giorno si strilla all’allarme criminalità, quello dopo all’allarme smog, quell’altro ancora all’allarme lago. Insomma, a dar retta ai titoli dei giornali locali della settimana, uno s’immagina la provincia di Varese abitata da individui che girano con la scatola del Tavor sempre in mano, impegnati come sono a domare le continue nevrosi e ansie da cui sono tormentati. E invece basta un colpo d’occhio in giro per accorgersi che la gente esce tranquillamente la sera, va al lago, vive insomma una vita mediamente normale. C’è insomma uno scarto enorme tra la realtà dipinta dai giornali ( un regolare stillicidio di “allarmi”, ormai monotono come i menu delle vecchie trattorie) e quella che si riscontra andando in giro; uno scarto che nuoce innanzitutto alla credibilità dei mass media, troppo vittime di una pigrizia mentale che fa preferire loro mandare in scena un copione che si presume ad effetto anziché indagare la realtà per come è veramente.

SMOKE IN YOUR EYES – L’aborto del ticket antitraffico di Milano, che avrebbe riguardato migliaia di pendolari varesini ha decretato la morte di una qualunque dimensione politica. E’ molto di più di una semplice tassa cancellata ancor prima di nascere. Con quel verdetto è stato infatti stabilito un principio: meglio morire avvelenati, meglio avere città dove ci si sposta a due all’ora piuttosto che singoli con due euro in meno nelle tasche. L’interesse individuale ha insomma ormai il sopravvento su qualunque diritto o bene collettivo. I conti dello stato? Vadano in malora, l’importante è che i miei personali vadano a gonfie vele. La salute pubblica? Che mi frega, quella è l’aria di Milano, io sono di Varese. E via smadonnando. I singoli provvedimenti potranno essere migliorabili sotto ogni punto di vista. Ma nel caso del ticket, come in molti altri, l’impressione è che si sia smesso di discutere ancor prima di cominciare, per paura di vedersi erodere il consenso, ergo il potere. Anche quelli personali.

MEGLIO UN PONTE O UN MURO? – Non se ne abbia a male Arturo Bortoluzzi degli Amici della Terra, ma stavolta non comprendiamo la sua posizione: a chi, dopo la tragedia del lago di una settimana fa, reclama maggiori collegamenti tra l’isolino Virginia e la terraferma lui replica che quello non è un luogo di svago ma deve essere aperto solo alla comunità degli studiosi e a pochi altri. Niente ristorante, dunque, niente ponte di collegamento, via dalla pazza folla. Ci sembra un concetto che tradisce una visione un po’ classista del mondo: di qua gli studiosi, i colti, i privilegiati, di là il popolo bue che tanto si ciba solo di reality show e partite di pallone. Ma sbagliamo o i musei di tutto il mondo, i luoghi d’arte sono pieni di gente che proprio dal bello, dalla cultura si vedono imporre un comportamento più civile? Noi pensavamo che le testimonianze archeologiche dell’isolino Virginia meritassero di essere conosciute da una fascia il più possibile ampia di cittadini, non che quello diventasse l’isolino dei famosi…

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Pubblicato il 11 Novembre 2006
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