Paolo Salcuni e Fabrizio Galli: liutai varesini da intenditori

Incontri e sorprese dal Second Hand Guitars, grande rassegna/mercato della chitarra vintage

12 novembre 2006. Fin dalla mattina l’Alcatraz di Milano è gremito di curiosi e appassionati della chitarra, tutti riuniti per la ventinovesima edizione del SHG Second Hand Guitars, rassegna dedicata alla chitarra, soprattutto vintage (d’epoca) e usata. Si tratta di un vero momento di incontro tra chi compra, vende, scambia o baratta, nel quale trovano spazio dai grandi venditori, ai produttori artigianali al privato che desidera vendere o scambiare il proprio strumento. Da 14 anni sulla scena, ormai l’ SHG è diventato anche un appuntamento per assistere a musica suonata di primissima qualità, dove protagonisti della scena chitarristica nazionale regalano spesso delle vere e proprie chicche in un’atmosfera di massimo relax, condividendo con il pubblico tecniche, consigli e scelte.

Curiosando tra chitarre di ogni tipo e prezzo ecco un bell’incontro, quello con due varesini diventati “liutai per passione”. Paolo Salcuni e Fabrizio Galli presenti per la terza edizione consecutiva con le ultime creature del loro marchio: “SONIC GUITARS”.

Paolo (a sinistra in primo piano). In realtà questo non è un lavoro per me e Fabrizio: io sono impiegato e lui è falegname. Due anni fa è cominciata un po’ per caso questa avventura nel mondo dell’arte liutaria, ma per puro piacere personale.

Come vi siete trovati?

Paolo. Noi ci conosciamo quasi da vent’anni. Io suonavo, Fabrizio no, ma entrambi abbiamo tentato di costruire una chitarra, tranne che nessuno dei due sapeva del tentativo dell’altro. Per caso qualche anno fa abbiamo scoperto questa comune esperienza e da lì abbiamo messo insieme la mia esperienza di chitarrista e la mia conoscenza dello strumento, con la sua conoscenza dei legni. Comunque sopra ci abbiamo studiato tantissimo.

Fabrizio (nella foto sopra in secondo piano). Bisogna documentarsi e studiare molto per riuscire a creare dei buoni strumenti. Non ci si può improvvisare liutai.

Oltre alle chitarre realizzate anche altri strumenti a corda?

Fabrizio. No, solo chitarre e bassi

Perché per voi è importante partecipare ad eventi come questa fiera?

Paolo. Beh, perché così abbiamo modo di mostrare i frutti del nostro lavoro agli appassionati e poi abbiamo anche modo di conoscere altri liutai e altre realtà artigianali mettendo a confronto le nostre esperienze

Come nasce una delle vostre chitarre?

Paolo. Intanto non c’è una chitarra uguale all’altra: ognuna ha “quel suo piccolo difetto estetico” che la rende unica e insostituibile. Comunque la chitarra non è solo estetica, è soprattutto meccanica e struttura. Le nostre chitarre sono interamente artigianali, anche le componenti elettroniche. Per questo ci riforniamo da produttori di componentistica arrivando anche fino a Rimini se necessario, pur di trovare quello che riteniamo adatto. E poi i legni. Ci sono dei legni più adatti di altri per determinati tipi di chitarra e generi musicali. Prendiamo ad esempio i legni duri come l’acero e il frassino: privilegiano le sonorità alte e quindi sono adatti per esempio alle chitarre rock, mentre legni come l’abete e il cedro privilegiano invece i bassi e quindi sono adatti per realizzare chitarre acustiche. Essendoci dunque diversi tipi di chitarra ci sono anche diversi tipi di lavoro da fare. Le forme sono comunque ispirate ai modelli bene o male “istituzionali”, anche se dotati di caratteristiche diverse. Poi sai, ogni liutaio cerca di mantenere i propri piccoli segreti! 

Quanto tempo è necessario per creare uno dei vostri strumenti?

Fabrizio. Per noi circa une mese. Le chitarre che vedi qui (più o meno una decina) sono state fatte nell’arco di due anni. Tieni conto che oltre a queste ne abbiamo realizzate diverse anche per gli amici che ce le hanno richieste.

Quindi assecondate la richiesta di chi si rivolge a voi…

Paolo. Certamente, noi siamo dei privati-liutai-per-passione, quindi se un nostro amico collezionista o semplicemente chitarrista ci richiede una chitarra o un basso noi vediamo di capire insieme a lui cosa desidera e cosa vorrebbe ottenere, il resto è mestiere.

Vi hanno mai fatto delle richieste strane?

Paolo. Oh sì, l’ultima è la richiesta di un basso a forma di ascia, un po’ ispirato a quello usato dai Kiss.

Se qualcuno volesse conoscere il vostro lavoro come può fare?

Paolo e Fabrizio. Può visitare il nostro sito www.sonicguitars.com e può anche scriverci a sonicguitars@virgilio.it

Infine una piccola parentesi "live". Tra i tanti eventi della giornata, abbiamo avuto la fortuna di assistere alla “clinique”(seminario) di Pietro Nobile (nella foto a sinistra) – autentico maestro della tecnica Fingerpicking – che è riuscito a convertire alle sue sonorità acustiche tutti – o quasi – i rokkettari giunti ad ondate nella saletta quasi come fossero richiamati da questo “pifferaio magico” della sei corde.

A seguire un altro momento davvero sfizioso: l’esibizione di Gabor Lesko che, accompagnato dal varesino Giacomo Garancini alla tastiera (nella foto sotto), ha presentato in anteprima alcuni brani del suo prossimo disco. Vale la pena spendere due parole su questo artista talentuoso e dotato di una vena creativa non comune. Per rendere vagamente l’idea pensate ad alcuni dei suoi maestri: Franco Cerri e Robben Ford, pensate che ha due dischi all’attivo – di cui il secondo realizzato tra Milano e Los Angeles –  e pensate anche alle sue numerosissime collaborazioni con artisti quali Peter Erskine, Vince Tempera,  Gianna Nannini e molti altri. Se volete chiarirvi meglio le idee dovete assolutamente visitare il suo sito www.gaborlesko.com.

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Pubblicato il 14 Novembre 2006
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