“Perchè nessuno li ha avvisati?”

La domanda di Marta: chi avverte gli escusionisti dei rischi? La risposta di volontari di Protezione civile e l'opinione dei lettori

Vi proponiamo una lettera che farà discutere. Potevano gli enti locali del territorio avvisare meglio gli escursionisti? E’ la domanda che si pone una lettrice, con una e-mail arrivata in redazione questa mattina, giovedì 2 novembre. A questo aggiungiamo che i gestori del trasbordo in barca tra l’isolino Virginia e il porticciolo di Biandronno hanno raccontato ai cronisti, di aver avvisato, ieri, i turisti che avrebbero sospeso i viaggi alle 12, in previsione di un pericoloso aumento del vento.

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Sospese le ricerche di Livio Visentini 4 di 8

Questa è la lettera.
Buongiorno, mi fa rabbia leggere quello che ho letto, cioè che un papà ed il suo bambino sono morti, in una giornata di vacanza. Perchè è dovuto accadere? Non è la classica domanda esistenziale la mia, il mio perchè è molto più concreto.
Io lavoro in un ente locale, e alle 17 circa di martedì è arrivato, puntuale, il fax della prefettura di Varese per segnalare che nelle giornate di mercoledì e giovedì si sarebbe alzato un vento molto, molto, forte. E quindi quando ieri ho sentito le prime folate, ho pensato "beh è arrivato il vento preannunciato". Io martedì sera sapevo del vento, e con me tutti gli enti locali della zona, e con noi anche le protezioni civili, che però, non erano a bordo del lago per impedire che persone -ignare, ovviamente e giustamente, nessuno è tenuto per legge a chiamare l’osservatorio del Campo dei Fiori se vuole fare una gita con il figlio– andassero incontro ad una fine così ingiusta. Mi fa rabbia pensare che bastava avvisare chi di dovere.. sarebbe bastato davvero.
Cordiali saluti.
Marta

Queste le risposte:     redazione@varesenews.it

Buon pomeriggio redazione,
Ho letto la mail della sig.ra Marta e mi permetto di dissentire su alcune cose. Al di là della tristezza e della drammaticità dell’evento non sono d’accordo sulla frase " …anche le protezioni civili, che però, non erano a bordo del lago per impedire che persone -ignare, ovviamente e giustamente, nessuno è tenuto per legge a chiamare l’osservatorio del Campo dei Fiori se vuole fare una gita con il figlio – andassero incontro ad una fine così ingiusta" .
Se voglio andare a farmi una passeggiata lungolago può non interessarmi che tempo farà…se vado in giro a far compere può non interessarmi che tempo farà, ma se vado in acqua scusatemi: no. Lo stesso dicasi delle disgrazie che succedono in montagna: poi si leggono i titoli sui giornali "sciatore morto per una bufera".
Il problema è uno solo: la poca importanza che la gente dà all’informazione meteo e la troppa confidenza che il genere umano ha nei confronti della natura. Mi arrabbio quando sento dire "lago assassino" o " montagna assassina" oppure "mare assassino" o ancora "pianta assassina" ( quando ci sono gli incidenti stradali)… ma dai, non scherziamo: colpevolizziamo la natura per la nostra "ignoranza" nei suoi riguardi. Mi permetto di aggiungere una cosa: forse la protezione civile o altre simili istituzioni non hanno cosi tante persone per poter "presidiare" tutti i posti in cui ognuno di noi può andare a trascorrere una tranquilla giornata di festa, anche perchè, forse in giornate come queste, per le zone dove ci sono i laghi, dovrebbero fare un’azione tipo "abbracciamo il lago" viste le mille possibili entrate in acqua che ci sono. Ripeto, per me, l’unico problema è la troppa confidenza che la gente ha nei confronti della natura che non è né buona né cattiva ma ha le sue leggi che ognuno "dovrebbe" conoscere e soprattutto rispettare.
Distinti saluti.
Cristina

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Cara Marta
faccio, il volontario di Protezione Civile da 11 anni sempre a disposizione dei cittatini e senza percepire alcun che, ho letto la tua e-mail e volevo risponderti, come risaputo ogni qual volta si prevede un peggioramento delle condizioni meteo viene inviata dalla prefettura o dal dipartimento un avviso di "avverse condizioni metereologiche", il quale serve ad allertatre tutti gli enti preposti ad un eventuale "emergenza", questo avviso viene diramato molto spesso e pensare che ogni qual volta si disponga di schierare uomini e mezzi a bordo dei laghi o fiumi è una cosa impensabile o quantomeno inattuabile, sia per un discorso di logistica e soprattutto non si può impedire a dei liberi cittadini di circolare o praticare attività sportive per una previsione (premetto che in questo spiacevole caso bisognava emettere, dagli enti competenti un’ordinaza che vietava la navigazione del lago, cosa pressoche impossibile se non vi è un rischio concreto).
Piange il cuore a sentire questa terribile storia ma l’unico consiglio che posso dare è quello di adottare tutte le precauzioni possibili, dall’informarsi delle condizioni meteo, alle propie psico fische, ai giubbetti salvagenti non sto colpevolizzando nessuno ma perchè fatti del genere non abbiano a ripetersi usiamo la testa, anche una piccola leggerezza può essere fatale.
Un pensiero a Livio, suo figlio e alla sua la famiglia.
Massimo

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Egr.Direttore,
Quando accade una tragedia come quella che ha colpito il sig. Livio Visintini e suo figlio Renzo, non si puo’ non pensare che qualcosa di piu’ si sarebbe potuto fare. Le autorità pubbliche ( i politci, le forze di sicurezza, la protezione civile ) devono radunare le teste pensanti e trovare una soluzione per prevenire altre situazioni come quella di mercoledì. So benissimo che il Lago di Varese non è un catalizzatore turistico di massa come altri laghi della zona, ma vorremmo o no che lo diventasse? Se la risposta è sì, allora si dovrebbe partire dal basso, dal garantire la sicurezza delle persone che si trovano sulle sponde del lago, e di quelle che abbandonano la riva a bordo di natanti. Nel mio piccolo mi viene in mente una soluzione : installare sulle strade che costeggiano il lago dei cartelli elettronici come quelli che vediamo in centro a Varese e che segnalano la presenza di traffico, di lavori stradali, di arterie interrotte. Ne basterebbero una decina, magari in prossimità dei piccoli porticcioli o delle spiagge dove la gente è solita calare le imbarcazioni nelle acque del lago : potrebbero avvertire della presenza di forte vento o anche solo del pericolo che ci sia del vento nelle ore successive, potrebbero avvertire del divieto di calare natanti in acqua e, magari in un futuro non tanto remoto, avvertire di un divieto di balneazione.
Davide Castelli

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Buongiorno,
sono un ragazzo di 26 anni che giornalmente legge le notizie sul Vs. sito.
Purtroppo questa non è la prima volta che leggo brutte notizie, quando ho letto che un bimbo di 7 anni e suo padre si sono ribaltati con la loro canoa nel lago di Varese, ci sono rimasto molto male.
Purtroppo un’altra giovane vita innocente stroncata da una tragedia, come ha detto l’altra lettrice, possibile che le autorità locali, sapendo dell’arrivo del forte vento, non hanno aumentato la sorveglianza e l’informazione per i turisti?.
Io mi auguro di tutto cuore che il papà di Renzo sia ancora vivo, però un’altra domanda mi viene spontanea, ho letto che il Sig. Livio è un esperto alpinista, a quanto ne sò, anche per gli alpinisti le condizioni meteo sono importantissime, è fondamentale conoscere il meteo, riconoscere un semplice venticello da un forte vento. Possibile che un esperto come lui non abbia riconosciuto un vento pericoloso?, e comunque anche se il vento non fosse stato forte, perchè rischiare la vita?, soprattutto insieme a un figlio di soli 7 anni.
Ovviamente io non voglio accusare nessuno, mi spiace veramente tanto per questa terribile tragedia, sicuramente il Sig. Livio non ha fatto apposta a mettere in pericolo la sua vita e quella di suo figlio, spero che questa brutta storia serva di lezione e faccia riflettere tutti coloro che amano rischiare per divertirsi.
Buona giornata

Mauro di Luino

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Pubblicato il 02 Novembre 2006
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