Raffaele Paganini, un Ulisse danzante torna a Varese
La danza trionfa ancora all'Apollonio, con un applaudito ritorno del ballerino, tra tanghi calienti e sirtaki solari
Un Ulisse che viaggia per il mondo, non con la sua nave, ma in punta di piedi. Attraversando i mari dal tango al sirtaki, tra piroette e crescita interiore, riscoprendo sé stesso e cercando i motivi del suo stesso viaggio. Per poi tornare alla sua Grecia, che è rimasta la stessa: ma è stato lui a cambiare. Questo è, in sostanza, il personaggio interpretato da Raffaele Paganini ieri sera, domenica 19, nel suo "Da Tango a Sirtaki".
Un ritorno al pubblico dell’Apollonio, che nella precedente stagione teatrale l’aveva apprezzato in "Coppelia", e che anche questa volta si è rivelato particolarmente caloroso. Il balletto, coreografato ancora da Luigi Martelletta, si è diviso in due atti.
Il primo, dedicato ai tanghi, caratterizzato dalle pose plastiche e dalle luci contrastate. Passionale, sinuoso ed erotico, come nella natura di questo ballo argentino, sempre più conosciuto ed apprezzato anche dal pubblico teatrale. Luci nette e calde, per un gioco di contrapposizioni continue: tra uomo e donna, bionda e mora, gelosia e attrazione. Perché la passione è una lotta fisica e spirituale.
Il risultato è stato certamente efficace, ma il primo atto non ha retto il confronto con la solarità, la ricchezza narrativa e l’originalità del secondo. Emerge più chiaramente in questa parte la storia del protagonista, che non sicuro della scelta di sposarsi fugge dalla Grecia. Il suo viaggio, tormentato dai sensi di colpa e dal desiderio di tornare a casa, dovrà portarlo a inglobare nel suo spirito tutte le culture straniere, ad arricchire la sua danza con le tecniche dei balli tradizionali più noti. Un secondo atto più divertito, più luminoso quindi, che sostituisce ai ritmi caldi del tango quelli primaverili del sirtaki.
Ovviamente la potenza e l’eleganza di Paganini non si discutono. Ma il suo è stato più un ruolo di custode della danza, di nucleo della storia, mentre la vera sorpresa e i veri protagonisti sono stati i tanti giovani della sua compagnia (la Compagnia Nazionale Raffaele Paganini). Il risultato finale è stato un crescendo, che poi è proprio il ritmo del sirtaki.
Da un inizio passionale e torbido al finale brioso e leggero, culminato nei lunghissimi e meritati applausi del pubblico di Varese.
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