“Sei contento se un ladro muore…”
Dove si augura buon viaggio al papa, si lancia un accorato appello e si scoprono gli altarini di Albertone nostro (quello da Giussano)
Dunque papa Ratzinger visiterà la Moschea Blu durante il suo viaggio a Istanbul. Fuori da ogni ironia, è una delle migliori notizie che potessimo leggere perchè, proprio tra i rischi che una missione del genere comporta, viene affermato una volta per tutte – per di più attraverso le parole e i gesti di un uomo rigoroso come Benedetto XVI – che lo scontro di civiltà, la nuova crociata, il gran prurito di mani che sembra animare le frange teo-con è una delle ipotesi più nefaste che possiamo augurarci. “La multiculturalità non è una scelta, è una realtà del mondo di oggi”: sono parole pronunciate mesi fa dal patriarca di Venezia Angelo Scola. Qualcuno lo dica ai Brancaleone che circolano oggi.
E FATECI ‘STA TELEFONATA…- Vabbè, l’appuntamento del 2 dicembre a Roma è ritenuto epocale, il centrodestra fa la sua prova di forza contro la finanziaria e ci piacerebbe sapere dove sono tutti i pensatori moderati che, quando in piazza ci andava la Cgil contro il governo di Berlusconi si indignavano dicendo che non si può con le “spallate” e con la piazza far cadere un governo risultato vincitore alle elezioni. Ma noi siamo per la libera piazza in libero stato, qualunque sia il colore delle bandiere che la riempiono e non serbiamo rancore, dunque buona fortuna. Piuttosto, una settimana fa avevamo lanciato un disperato appello perchè qualcuno ci desse notizie dell’esistenza in vita di Forza Italia a Varese, città che in teoria i berluscones sarebbero stati incaricati di governare. E invece quegli ingrati non scrivono, non telefonano…
TEMPI MODERNI – “Sei contenta se un ladro muore, se arrestano una puttana, se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana…”: erano gli anni ’70 quando Claudio Lolli cantava queste parole e a molti sembravano esagerate e ingenerose. Bene, a trent’anni da allora quelle parole ritraggono alla perfezione la cultura politica che fa da bussola a Varese. La quale, con la manifestazione di solidarietà al vigile di Binago che ha fatto secco un ladro per strada, fa un altro passo verso la meschinità. A Binago, dove il fatto è successo, il sindaco ha manifestato doverosa solidarietà al suo vigile, ma l’ha fatto con decoro e misura. A Varese, dove in teoria l’episodio doveva avere eco minore ecco la Lega scendere in piazza e la Casa delle Libertà andargli appresso. Il tutto per mero calcolo politico, perchè ormai non c’è altra idea nella zucca se non questo simulacro di Far West e la speranza non è risolvere questa o quell’emergenza (ad esempio l’ordine pubblico) ma solo tenere il fuoco acceso per conservare consenso e potere.
LA STORIA AL MACERO – Buttate dalla finestra i libri di storia, abbattete i monumenti all’eroe dei due mondi, coprite le lapidi che lo ricordano. La Lega ha scoperto che Giuseppe Garibaldi fu un cialtrone, che anche la storia del suo passaggio a Varese va riscritta in quanto si macchiò di una colpa indelebile: “Fece sequestrare il parroco di Morazzone!” tuonano dal Carroccio. Caspiterina! E allora, contagiati pure noi da questa sete di verità abbiamo indagato nel passato scoprendo altri episodi incresciosi. Le guerre puniche: Annibale, nel suo passaggio in Padania col suo enorme esercito, non osservò la raccolta differenziata dei rifiuti e voi comprendete che con quel popò di elefanti che si portava appresso, fu un bel guaio. Alberto da Giussano: non se ne dolgano i nostri amici leghisti, ma un chronica del XIV secolo afferma che non c’è traccia dello scontrino fiscale che dimostri il pagamento dello spadone brandito a Pontida. Maria Teresa d’Austria: nella compilazione del famoso catasto, gioiello tramandato nei secoli, registrò come rudere un vezzoso villino immerso nel verde di Gazzada dove si mormora che la regina si appartasse con un giovane ufficiale di cavalleria. Son cose che non possono più essere taciute!
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