Sottopasso di via Palermo, il degrado regna sovrano
Rassegnazione fra i viaggiatori, rabbia del comitato che aveva premuto per farlo aprire: la manutenzione lascia a desiderare, la sicurezza è a zero. Ma il problema è la stazione FS nel suo complesso
Ad appena due anni dalla sua apertura, il sottopasso di via Palermo, essenziale collegamento che evita ai pedoni un lungo periplo per la famigerata "camera a gas" di via Tasso, è ridotto in condizioni non propriamente dignitose. La cosa è stata segnalata più volte, e a più riprese si sono chiesti interventi per la pulizia, l’illuminazione, la sorveglianza, la messa in sicurezza, senza che si muovesse alcunchè. Ora il Comitato Noi, in rappresentanza dei cittadini del rione Santi Apostoli, è pronto a dare battaglia, se necessario con gesti di protesta clamorosi come l’occupazione del tunnel. E se qualche giorno fa una nota stazione televisiva locale dedicava una rubrica del suo telegiornale alla descrizione delle condizioni di abbandono e degrado di una stazioncina di provincia, è opportuno rimarcare che quella di una città di 80.000 abitanti non è messa molto meglio.
Un breve tour fotografico (vedi galleria in fondo) parla chiaro: i muri del tunnel sono stati interpretati come una bacheca pubblica, su cui scrivere di tutti. Ci siamo astenuti giusto dal fotografare i disegni più osceni e le scritte che pubblicizzavano numeri di telefono e prestazioni sessuali (pure presenti); per il resto ormai è difficile trovare un metro quadro da vandalizzare ulteriormente con scritte e pasticci – non vi è l’ombra di un disegno di un qualche valore, i veri writer qui non si sono mai visti.
Natalia, giornalaia della stazione, sospira sotto il suo caschetto di capelli rossi. "Le lamentele sono continue, da parte di tutti, per lo stato non solo del sottopasso, ma di tutta la stazione. I bagni sono rotti: li hanno aperti una volta per tre giorni, poi li hanno dovuti chiudere perchè erano già stati vandalizzati. Io ci sono andata una volta, una, in cinque anni che sono qui. Tutti si lamentano, ma niente è stato fatto. Io mi sono arresa" ammette. "Manca completamente il controllo, anche le forze dell’ordine di qui quasi sempre passano, per carità, ma gli agenti non scendono nemmeno dall’auto". E il problema è proprio la notte, quando sbandati ed ubriachi fanno il bello e il cattivo tempo, e tutti vanno a scaricarsi dove capita, perlopiù dietro i bagni rotti, ma anche nel sottopasso.
"La gente ha ragione a lamentarsi" comenta il signor Fedele, un utente abituale delle ferrovie che incrociamo mentre aspetta il treno. "Lo stato della stazione è deplorevole. La pulizia del sottopasso viene effettuata puntualmente dagli addetti alle pulizie, almeno per i pavimenti e per la parte di spettanza delle FS; non posso dire lo stesso della parte che spetta al Comune, quella verso via Palermo. Inoltre, poichè lo scolo delle acque non ha la giusta pendenza, come piove ci si ritrova l’acqua che poi ristagna per giorni in pozze all’ingresso; per tacere del fetore di urina, o peggio, che aleggia soprattutto quando fa caldo". Un altro problema che i residenti della zona sottolineano è la mancata segnalazione dell’attraversamento di via Palermo, posto all’inizio della discesa su uno dei tratti stradali più pericolosi della città: servirebbero un segnalatore luminoso e un dosso, come già rilanciato di recente anche dal consigliere comunale Enrico Salomi. Ma quello che manca soprattutto è la sorveglianza della stazione contro i vandalismi e la microcriminalità. Si era parlato di installare una telecamera per sorvegliare il sottopasso, ma non se ne è fatto nulla – inutile installarla a meno di due metri da terra, l’altezza del sottopasso – per poi vederla spaccare subito. Occorrerebbe una pattuglia fissa a sorvegliare la stazione, almeno di notte: ma in tempi grami in cui alla polizia ormai i soldi non bastano neanche per il pieno alle auto, forse è chiedere troppo.
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