Tangenziali e tangenzialine soffocano il Basso Varesotto

Il Comitato No allo Svincolo torna a chiedere l'annullamento del nuovo svincolo sulla A9 e invita gli amministratori a pianificare le soluzioni viabilistiche e a salvaguardare le ultime aree verdi della zona

Una pianificazione che eviti il proliferare di tangenziali e tangenzialine, un’attenzione vera all’ambiente e la salvaguardia delle ultime aree verdi del Basso Varesotto. Con queste richieste torna a farsi sentire il "Comitato Cittadini attivi No allo svincolo" che da Uboldo sta allargando il proprio raggio d’azione ai comuni vicini.

"Il Comitato No allo svincolo non ha abbassato il livello di attenzione sul problema, anzi  ha lavorato fortemente  per   allargare l’area di confronto e di azione sul problema della viabilità e della salvaguardia dell’ambiente di tutta la nostra zona – spiegano gli animatori del gruppo di cittadini che si sta battendo contro il nuovo svincolo sulla A9 – E’ bastato  alzare lo sguardo, infatti, per accorgersi  che nel perimetro del Saronnese e in tutto il Basso Varesotto si sta verificando la tendenza  a costruire  tangenziali e tangenzialine che anziché ridurre il traffico finiscono per aumentarlo e per creare “nuove opportunità”, sempre nella direzione dell’occupazione di nuovo territorio (capannoni, centri commerciali, ecc) il cui numero è certamente eccessivo. E senza un piano organico, le scelte di un’amministrazione comunale finiscono per  condizionare pesantemente le scelte delle amministrazioni vicine".  (Nella foto un momento della manifestazione "No allo svincolo").

Il Comitato chiama in causa anche la Provincia di Varese: "Riteniamo necessaria una seria programmazione integrata da parte dell’amministrazione provinciale che deve andare oggi alla  ricerca di soluzioni mirate che consentano di non congestionare totalmente e irreparabilmente la zona, aggravando i problemi di traffico, inquinamento e salute delle persone residenti. Ed è  soltanto nella   salvaguardia delle ultime aree  agricolo boschive che risiede questa ultima possibilità: non  ve ne sono altre!".

Per questo, insieme alle Associazioni ambientaliste e ai Comitati ambientali del Varesotto, il Comitato ha inviato le proprie osservazioni al “Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale” (PTCP) chiedendo non solo di annullare il mega svincolo di Uboldo-Origgio e di risolvere le problematiche dello svincolo autostradale esistente di Saronno, ma anche di porre attenzione a ciò che sta avvenendo nel territorio: "Cerro Maggiore   sta progettando una tangenziale di collegamento tra il Sempione, Origgio e Uboldo, che  comporterebbe il sacrificio di parte del Bosco del Conte e delle  zone agricole  limitrofe, mentre dal canto suo Gerenzano  sta progettando una tangenziale nella zona a sud del suo territorio, che invade le aree dell’importantissima zona umida del Fontanile di San Giacomo, e le ultime aree agricolo-boschive verso Saronno, e che riverserebbe il traffico ancora una volta per le vie di Uboldo e Origgio".
   
Il lavoro del Comitato e  l’opposizione del Comune di Uboldo al progetto, per il momento, hanno portato alla sospensione del progetto svincolo: "Inoltre abbiamo portato il problema all’attenzione dei gruppi di opposizione di  Saronno, che hanno istituito una commissione di zona per lo studio integrato dei problemi di viabilità e di qualità ambientale".

"Nessun “preoccupante silenzio”, dunque, da parte del Comitato – concludono i cittadini contrari allo svincolo –  ma tante azioni concrete, compiute con  la consapevolezza di trovarsi di fronte a un passaggio importante che richiede  progettualità perché ad essere in gioco è il futuro dell’intero nostro territorio".

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Pubblicato il 08 Novembre 2006
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