Da Edith Piaf a Brecht: Ute Lemper incanta

Grande serata al teatro Gassman. La cantante tedesca regala quasi due ore di grande musica

Ci siamo sentiti a New York, a Berlino, a Parigi. E invece eravamo a Gallarate. Complimenti a chi è riuscito a portare in città una delle più grandi interpreti  musicali del mondo: Ute Lemper, istrionica, appassionata, piena di vita. Una serata da incorniciare, quella di martedì al teatro Gassmann.

Ute Lemper entra in scena con un gruppo di quattro elementi, newyorchesi. E’ vestita con abito da sera nero che mette in risalto la schiena bianca. Inizia con pezzi della tradizione francese, canta Milord con la voce roca di Edith Piaf, poi attacca Lili Marlene, Brel, e arriva al centro del concerto con le canzoni di Berthold Brecht e Kurt Weil, un repertorio di cui oggi, la cantante tedesca, è forse la massima interprete al mondo.

Inizia con Canonen Song, poi la splendida e sensuale Surabaya Johnny, racconta di Brecht parlando con il pubblico in inglese e francese, fischietta le arie dell’Opera da tre soldi. Intonata e aggressiva, poi dolce e delicata. Il pubblico è attento e partecipe. Il teatro è stato riempito quasi fino al limite, scrosciano gli applausi anche quando il repertorio si sposta su pezzi più recenti, in stile jazz, arrangiamenti sempre ariosi, musicisti impeccabili, e acustica gradevole.

Poi, Ute Lemper si prende qualche licenzia: interpreta Bilbao Song, sempre del repertorio di Brecht e scherza con la gente. La luna di Bilbao, leggendario testo brechtiano, la Bilbao Moon, diventa "Gallarate Moon", anzi, "kalarate moon", nell’unico passaggio in cui il suo accento tedesco risulta così marcato.
Mai visto una luna come a Gallarate: scherza Ute. E anche un pezzo in italiano: Estate. Gallarate ringrazia, due bis, applausi scroscianti.

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Pubblicato il 31 Gennaio 2007
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