Gli insubri scelgono Agno per volare
L'aeroporto luganese fornisce i dati sui passeggeri provenienti da Milano, Como e Varese. Nel 2006 erano il 10% del totale. Malpensa penalizzata dalle infrastrutture
Sempre più varesini, comaschi e milanesi prendono l’aereo da Agno, il piccolo aeroporto di Lugano. A preferirlo a Malpensa o Linate, colossi del trasporto aereo, sono sempre più gli insubri che, al caos e al traffico delle tangenziali milanesi o della A8, preferiscono il tranquillo scalo ticinese al quale si arriva con molte meno tribolazioni. Rappresentano, insieme, ormai il 10% del traffico passeggeri dell’aeroporto. Questi i dati ufficiali relativi al 2006. Inoltre in Svizzera ci sono molte meno agitazioni e ritardi sui voli, questo permette una certa tranquillità e un paracadute contro le brutte sorprese.
I dati ci dicono qualcosa in più. Il 45% degli "insubri" è comasca, il 30% è varesina e il 25% è milanese. Questa la ripartizione di quel 10% di clienti provenienti dal bacino del nord Italia. A favore di questa scelta, poi, giocano altri due fattori. Il primo è legato all’ampliamento dell’offerta da parte della compagnia di riferimento che opera sullo scalo luganese, la Darwin airlines, con voli che raggiungono l’aeroporto principale di Londra, non quello esterno di Heatrow come molti scali del nord-Italia. Poi ci sono voli estivi per le mete turistiche della sardegna e del sud Italia, molto utilizzati. Roma è raggiungibile da Lugano a prezzi modici. Insomma la concorrenza c’è anche se fatta con numeri che non preoccupano certo l’aeroporto di Malpensa.
L’altro dato è già emerso nelle prime righe. La difficoltà di raggiungere Malpensa, Linate e Orio al Serio. Ci si perde troppo tempo per arrivarci in auto e il tempo, per chi viaggia molto, è prezioso. Da nord è possibile arrivare a questi aeroporti direttamente solocon una quattro ruote. Il treno è ancora una chimera. Malpensa attende con ansia la linea ferroviaria Arcisate-Stabio per risolvere il nodo del bacino insubrico di passeggeri. Le code sull’A8 ormai sono giornaliere e impediscono l’apprezzamento dell’hub che si ritrova ancora conle ali appesantite dalla mancanza di infrastrutture. E Lugano fa buon viso a cattivo gioco.
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