Moduli per la regolarizzazione finiti: immigrati nel panico
In due uffici postali abilitati su tre i moduli sono terminati e non arriveranno prima di una settimana. Gli stranieri hanno però dieci giorni per terminare la procedura
Per gli immigrati che devono richiedere il rinnovo o il rilascio del permesso o della carta di soggiorno dallo scorso 11 dicembre c’è una nuova procedura. L’immigrato che vuole regolarizzarsi deve presentare un’istanza presso gli Uffici Postali abilitati utilizzando l’apposito kit disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati ed i Comuni abilitati. All’atto della presentazione dell’istanza, lo straniero dovrà provvedere al pagamento di 30 euro. Contemporaneamente, l’immigrato si iscrive al Portale Immigrazione, dove si registra: al momento della spedizione della raccomandata con la richiesta di regolarizzazione il numero che gli è stato assegnato viene spedito per via telematica in Questura, dove la richiesta viene depositata. Il tempo che l’immigrato ha per spedire la raccomandata è limitato: dieci giorni, termine perentorio che obbliga, nel caso scada, l’immigrato a rifare l’iscrizione al Portale Immigrazione e ricominciare l’iter.
A Varese e provincia gli immigrati che vogliono in questi giorni presentare le istanze di regolarizzazione in Posta non possono però farlo: in due filiali varesine su tre abilitate e a Busto Arsizio i moduli per la richiesta sono infatti terminati. Un grosso problema per chi deve spedire il moduli nel termine perentorio di dieci giorni: gli immigrati che si sono visti comunicare l’assenza delle raccomandate dagli uffici postali che li hanno terminati si sono anche sentiti dire che arriveranno, ma tra una settimana almeno. Ai patronati di Cgil, Cisl, Uil e Acli arrivano ogni giorno decine di richieste, l’assenza dei moduli è un grosso problema al quale gli organi preposti a dare una mano agli immigrati a dipanare la matassa della burocrazia non possono far fronte. Il numero di moduli da conservare nei vari uffici è deciso dalla direzione centrale delle Poste, responsabili in prima persona dunque delle difficoltà che gli immigrati stanno riscontrando in questo periodo.
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