Pozzetto torna al cinema con la sua “donna perfetta”
Nelle sale da venerdì 26 gennaio “Un amore su misura”, pellicola che segna il ritorno al cinema del comico varesino
Renato Pozzetto torna al cinema. Dopo la televisione, dove è presente ogni mercoledì su Riadue insieme allo storico amico e collega Cochi Ponzoni nel varietà “Stiamo lavorando per noi”, ora il comico cresciuto a Gemonio e diventato celebre anche al cinema negli anni’80, ha realizzato la sua quarta opera da regista, Un amore su misura, prodotto dalla sua Alto Verbano in collaborazione con Rai Cinema e tratto dal romanzo Yono-Cho di Vittorino Andreoli. Ad affiancare Pozzetto nell’interpretazione del film anche l’amico Cochi, nel ruolo di un gay, e Anna Galiena.
La storia vede protagonista Corrado Olmi, un uomo ricco, solo, appena lasciato dalla moglie dopo 15 anni di matrimonio. Corrado, però, viene avvicinato da un agente di una multinazionale giapponese per un esperimento pilota che potrebbe cambiare l’esistenza di moltissime persone e risolvere il problema della solitudine. Infatti, grazie ad una molecola estratta da un complesso procedimento di raffinazione del petrolio, sarà possibile creare esseri artificiali dotati, ovviamente, di una intelligenza anch’essa artificiale. E così viene creata la donna perfetta, Elettra. Bellissima, intelligente, follemente innamorata di Corrado, capace di intuire e esaudire i suoi bisogni e desideri. Ma la perfezione, a volte, può diventare noiosa, insoddisfacente, priva di sorprese. Forse è meglio apportare una piccola modifica e poi un’altra e poi un’altra ancora.
Il film, che si sarebbe dovuto intitolare “La donna perfetta”, poi cambiato perché usci nel 2004 un film americano con lo stesso titolo, esce in 40 sale in tutta Italia, non una distribuzione massiccia rispetto a quando i film di Pozzetto riempivano i cinema. Ma è pur sempre un inizio questo ritorno, anche se un po’ in sordina. Il successo della pellicola sarà soprattutto affidato al passaparola. «Avendo partecipato alla sceneggiatura e soprattutto alla regia – spiega soddisfatto Pozzetto – penso che il film sia contraddistinto da un modo di raccontare singolare, legato al mondo di cabaret surreale. È una proposta onesta e libera, condivisa da Vittorino Anderoli che dopo averlo visto ha chiesto che il suo nome avesse maggiore visibilità nei titoli».
Purtroppo, però, i primi commenti della critica alla pellicola non sembrano essere entusiasmanti: «Il film raggela per il tema e il vuoto che mostra, non si capisce bene fin dove è poverismo forzato e fin dove è involontariamente spinto – commenta Aldo Fittante su Film-Tv nr.4/2007 -. Renato regala qualche sussurro dei suoi, ma sul fronte drammatico barcolla». Resta comunque l’affetto per il comico, padre del non-sense: «Chi non lo avesse ancora capito ci troviamo di fronte a un Pozzetto di fantascienza. nell’eccezione più ampia si possa intuire, geniale a spaventoso insieme, e che comunque lascia attoniti per il coraggio».
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