Sotto sequestro il cantiere sulla linea Cadorna
La Guardia forestale ha posto i sigilli all'area del cantiere dopo che le ruspe dell'impresa avevano tentato di riportare alla luce la trincea
Quel brutto pasticciaccio di via Campaccio. Parafrasando Carlo Emilio Gadda lo si potrebbe proprio definire in questo modo il caso delle villette che si dovrebbero costruire sopra la linea Cadorna. Un nuovo colpo di scena ha riacceso i riflettori sulla vicenda. Il cantiere di via Campaccio a Voldomino, infatti, è stato posto sotto sequestro giudiziario. Il luogo è divenuto famoso da alcuni mesi in quanto vi è sepolto un tratto di gallerie riconducibili alla linea Cadorna, il noto sistema di difesa voluto dall’omonimo generale dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale per contrastare una potenziale invasione austriaca dalla Svizzera. Proprio martedì scorso, il 16 gennaio infatti, gli agenti del Nucleo investigativo di Polizia ambientale del Corpo Forestale dello Stato hanno posto i sigilli all’area delimitata dal cantiere e hanno informato la magistratura del fatto dopo che il giorno prima alcune ruspe dell’impresa proprietaria del terreno avevano movimentato della terra al fine di far riemergere proprio la trincea che si presume sia stata sotterrata con il primo intervento edilizio.
L’impresa, durante l’ultimo sopralluogo con la presenza della Soprintendenza dei beni culturali, aveva preso in carico la responsabilità di riportare alla luce il tratto di camminamento che si estende per buona parte del terreno all’interno del cantiere. Alla base della decisione della magistratura, con tutta probabilità, c’è il rischio che le ruspe possano aver danneggiato la struttura della galleria sotterranea. Alcune delle immagini della galleria fotografica che vi mostriamo, in effetti, possono far pensare a questo. Dopo l’intervento dell’amministrazione, degli enti provinciali e regionali e della Soprintendenza ora anche la magistratura entra in scena rendendo lo scenario sempre più difficile da decifrare. Nel frattempo a circa due mesi dall’apertura del caso, segnalato da questo giornale, non è dato sapere in che condizioni è la trincea e quali siano state le vere conseguenze dell’inizio dei lavori per la costruzione delle villette.
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