Trofeo Tartaruga, vince lo scooter
L'annuale "competizione" indetta da Legambiente per verificare quale sia il mezzo più adatto alla città vede primeggiare quest'anno le due ruote veloci
Si è svolta in mattinata l’edizione 2007 del Trofeo Tartaruga, ormai tradizionale "gara" fra mezzi di locomozione diversi indetta da Legambiente, quest’anno sul percorso chiesa di Beata Giuliana-stazione FS. Dopo la partenza alle ore 9,10, in contemporanea con il pullman della linea circolare 2, ad imporsi nel tempo di sei minuti, e trovando subito posteggio, è stato lo scooter, per la precisione uno Scarabeo 500, condotto da Paolo Calcaterra, socio del Cigno verde ed esperto di problemi energetici. Cinque minuti dopo è sopraggiunta la bicicletta "cavalcata" (senza eccessiva foga) da Andrea Barcucci, presidente del circolo bustocco. Altri tre minuti e compariva l’automobile guidata da Riccardo De Maria, cui veniva aggiunta una "penalità parcheggio" – il regolamento prevde di trovarne uno regolare, e in quel momento, tanto per cambiare, non c’era un buco neanche a piangere in cinese. Infine, alle 9,32, buon ultimo ma insolitamente puntuale, è giunto il pullman Agesp con a bordo Aldo Altieri, come De Maria esponente dei DS, che si è prestato a fare da "cavia" del trasporto pubblico cittadino, con risultati per una volta soddisfacenti, a parte il fatto che il mezzo era semivuoto.
All’arrivo i "concorrenti" di questa sigolare gara cittadina, opportunamente denominata da Legambiente a ricordare la difficoltà di muoversi in città congestionate, avevano modo di commentare pregi e difetti dei rispettivi mezzi e le eventuali difficoltà incontrate. «Da quando ho la moto, l’auto non la tocco più, è comodissima, si parcheggia senza problemi e fa risparmiare un sacco di tempo» assicurava soddisfatto il "vincitore" Calcaterra; «certo però che con le buche e i tombini sporgenti che si trovano qua e là, c’è da aver paura». Per Barcucci, uno dei problemi maggiori è la scarsa fluidità del traffico cittadino. «Servirebbe qualche senso unico in più per snellire il traffico» osserva il presidente di Legambiente (e magari qualche semaforo in meno e qualche rotonda in più, aggiungiamo noi). Un’idea che Barcucci lancia è quella di organizzare a beneficio di chi si reca in stazione in bicicletta – un’utenza potenzialmente tutt’altro che trascurabile – una bici-stazione, ossia una struttura che funga a un tempo da parcheggio, da noleggio bici per chi arriva da fuori e da centro riparazioni. «Si potrebbe affidarla ad una cooperativa, in modo da garantire una gestione continua» ipotizza il presidente del Cigno Verde bustocco. Il costo previsto per una simile struttura, però sarebbe sui 50-60.000 euro annui; per realizzarlo l’intervento di Comune e RFI appare condizione indispensabile.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.