Whirlpool, un fischio che grida vendetta
Chiapparo non si sà pace dopo la decisione dell'arbitro Sabetta che ha condannato i biancorossi a Scafati. Il designatore Paronelli: "La partita sarà esaminata come tutte le altre"
«Ho ancora una rabbia nel petto che non riesco a farmi passare. Neppure se sono in ferie con la famiglia in un posto molto bello».
A Gianni Chiapparo viene un groppo in gola ogni volta che ripensa alla partita di Scafati, persa dalla Whirlpool sabato scorso a causa di un "capolavoro" dell’arbitro Sabetta (foto a lato). Il direttore di gara di Termoli ha fischiato un fallo di Carter su Smith a 2" dal 40′ (Varese era +3); una penalità da sanzionare con due tiri liberi secondo il regolamento, che sono diventati tre per la creativa interpretazione del fischietto il quale ha ritenuto che l’americano fosse in fase di tiro. Un’invenzione bella e buona, come hanno poi confermato i replay televisivi, sfruttata dalla Legea per impattare e quindi vincere al supplementare.
«Non penso a dietrologie o a complotti, e non penso che la mia recente inibizione o la rinuncia all’All Star Game di Galanda ci abbiano messo in cattiva luce» prosegue Chiapparo. «Io credo che l’arbitro abbia preso una topica e che anche i direttori di gara alcune volte siano in giornata no, come del resto accade anche ai giocatori. Però mi infastidisce la sudditanza psicologica che spesso riscontriamo su certi campi, dove tra l’altro non si vede mai un commissario arbitrale. Strano, perché a Varese ci sono sempre».
Al di là dell’episodio di Smith, il dirigente biancorosso (foto a lato) non digerisce il metro tenuto in tutta la gara: «Ci hanno fischiato 35 falli contro i 24 di Scafati. Possiamo anche pensare che le penalità contro Apodaca (11 subiti, 15 liberi tirati ndr) ci fossero, ma allora andavano sanzionati gli interventi su Holland e gli altri nostri giocatori. E poi la risposta data da un arbitro a un titolare della Whirlpool (Galanda ndr), ovvero che fischiavano di più contro Varese perché più brava in difesa, si commenta da sola». «Forse – conclude – il fatto che negli ultimi anni abbiamo perso peso nei contesti federali anche per il nostro atteggiamento non ci aiuta. Lavoreremo in questa direzione, come Claudio Castiglioni e Mario Oioli hanno già iniziato a fare».
Sulla partita, Chiapparo sottolinea: «Anche a Scafati abbiamo pagato il grande equilibrio: non siamo una "grande" e dobbiamo ricordarcelo bene. Siamo una squadra come le altre. Per crescere dobbiamo fare un passo avanti nella "testa": così potremo vincere su campi come quello della Legea. Non ci serve un giocatore nuovo, ma una mentalità più forte».
La Pallacanestro Varese comunque non inoltrerà ricorso per la direzione di Sabetta. «Le società difficilmente si muovono per vie ufficiali in casi simili» spiega uno dei due designatori di serie A, il gaviratese Felice Paronelli (foto a lato) (l’altro è Gennaro Colucci). «La partita tra Scafati e Varese sarà comunque visionata, come da prassi quando sul campo non è presente un commissario. Nel caso venissero rilevati errori o problemi, potrebbero essere presi provvedimenti interni all’organo arbitrale. Però sottolineo che questa è la prassi consueta, al di là di proteste e polemiche».
Paronelli, che in carriera ha diretto centinaia di incontri italiani e internazionali, giudica comunque positivo l’operato delle "giacchette grigie" in questa prima parte di campionato. «Il momento più difficile arriva ora: statisticamente i mesi di gennaio e febbraio sono i più caldi. Però mi sembra che, al di là di qualche episodio, i nostri uomini si stiano ben comportando».
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