Agrifoglio: “Contro di me polemiche per niente”

L'assessore risponde alle accuse per il suo operato riguardo alla polizia locale e ad alcuni suoi comportamenti

"L’amministrazione punta al presidio del territorio". Sono le parole d’ordine dell’assesore Vincenzo Agrifoglio (nella foto a sinistra).
"L’unico risultato raggiunto è quello di creare confusione all’interno del Comando, penalizzando certamente l’efficienza del servizio esterno". Incalza invece Alessio Nicoletti (nella foto sotto a  destra) dai banchi dell’opposizione.
La questione poi diventa più personale quando, sempre dal consigliere di Movimento libero e da parte della stampa, si alzano una serie di accuse delicate quali quella di dare un cattivo esempio parcheggiando nel posto destinato ai disabili. Altra accusa è quella di aver fatto distaccare un vigile a compiti di segreteria per il suo assessorato.
I fatti si riferiscono a due distinti episodi. Il 31 gennaio, come lo stesso assessore scrive al comandante della polizia locale di Varese, quando Agrifoglio ha preso una multa per aver parcheggiato in uno spazio destinato agli invalidi. L’amministratore ha regolarmente pagato la multa e comunicato i dati della sua patente perché gli venissero tolti i punti come previsto dalla legge. Non si è però fermato a questo perché ha chiesto una serie di chiarimenti in merito al comportamento dell’agente che aveva lasciato la propria auto parcheggiata di fronte all’ingresso del comando non permettendo all’assessore di entrare nel parcheggio interno.
Il secondo fatto contestato risale al giugno scorso quando un agente è stato distaccato dal proprio servizio per compiti di segreteria.
Alessio Nicoletti chiede a gran voce le dimissioni dell’assessore.

Queste ragioni e le contestazioni sulla riorganizzazione hanno scatenato una certa polemica nei suoi confronti. Ci spiega come mai?
«È quello che vorrei sapere anche io. Gli eventi contestati da Nicoletti e da alcuni della stampa sono di un’assoluta banalità. Fatti inconsistenti sia sotto il profilo giuridico che sostanziale».

Ma la multa l’ha presa?
«Si e l’ho anche pagata regolarmente. La mia richiesta al comandante della polizia è sui comportamenti che a volte hanno i vigili. Hanno ragione i cittadini di chiedere conto del nostro operato. Ho lasciato la mia auto nell’unico parcheggio libero per pochi minuti per comunicare ad alcune persone che mi stavano aspettando nell’ufficio che avrei tardato. Questo perché il passo carraio era ostruito da un’auto della polizia locale senza ragioni. Ho sbagliato perché lo spazio era quello degli invalidi, ma ripeto è stato per pochi minuti».

E sul distacco del suo segretario…
«Qui la cosa è ancora più curiosa. È un atto deliberato a giugno dello scorso anno. Nella sostanza si tenga conto che questo vigile era già adibito a compiti di natura amministrativa e quindi dovrebbe lamentarsi chi usufruiva di quei servizi perché non è stato tolto un vigile dalla strada. Inoltre questa persona segue con me anche un importante progetto legato alle scuole. Si consideri che a Varese da dieci anni non esisteva un assessore dedicato al coordinamento della polizia locale. Una figura di segreteria era quindi necessaria».

La polemica però è anche legata alla riorganizzazione di tutta la polizia locale…
«Lo so e credo che parta da qui tutta questa situazione. Quando si toccano certi interessi non si può pensare che non si sollevino polemiche. tenete conto che questa riorganizzazione è stata approvata anche dalle maggiori sigle delle rappresentanze sindacali. Era necessario decidere perché per troppo tempo non si facevano scelte precise».

A cosa si riferisce di preciso?
«La nostra amministrazione vuole premiare la presenza della polizia nelle castellanze e saranno i cittadini a dire se approvano o meno le scelte. Noi abbiamo solo 95 uomini e con questi dobbiamo coprire tutti i servizi. Se ne avevamo 200 non avremmo avuto la necessità di una riorganizzazione. Certamente a qualcuno questo non piacerà, ma non per questo torneremo indietro».

Le si contesta però di aver sciolto un nucleo di polizia giudiziaria che dava grandi risultati sul territorio.
«Il nostro comando fornisce alla Procura della Repubblica già cinque persone che svolgono questo servizio. Gli altri cinque abbiamo preferito spostarli nelle castellanze a presidiare davvero il territorio. Una scelta che avevamo comunicato come prioritaria. Ci abbiamo messo un pò di tempo perché come è noto a tutti non è facile lavorare nell’ambiente della polizia locale. Per troppo tempo non sono state prese decisioni e le cose sono rimaste immutate. Era necessario arrivare a una diversa riorganizzazione. I malumori sono normali, ma riguardano davvero poche persone a vantaggio di tutta la collettività. Ora infatti i vigili di quartiere sono passati da nove a quindici».

Lei quindi è tranquillo del suo operato?
«Certo anche perché ci sto mettendo tutto il mio impegno. E le dirò di più se invece di utilizzare sempre la mia auto facessi come faceva qualcuno che adesso diventa il castigatore e che utilizzava i mezzi del Comune, tante polemiche non ci sarebbero e mi sarei evitato anche una multa».

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Pubblicato il 26 Febbraio 2007
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