Antenne: non è ora di pensare a una tecnologia diversa?

Il consigliere di Rifondazione Angelo Zappoli torna sulla questione dei ripetitori telefonici e chiede la convocazione di una commissione per parlare di nuove soluzioni

Riceviamo e pubblichiamo

L’8 gennaio avevo presentato una interrogazione all’Assessore Federiconi per sapere quante richieste, e per quali ubicazioni, erano state presentate per nuove antenne ed anche per avere notizie circa la costituzione e convocazione della “Consulta sull’elettrosmog”, recentemente ripristinata nel Regolamento Comunale. L’interrogazione finiva con la frase che riporto testualmente:<< Se l’Assessore vorrà illustrare nel corso di una Commissione Consiliare la risposta che mi fornirà, l’occasione sarà gradita per un profiquo scambio di opinioni>>.

 

Purtroppo la risposta che ho ricevuto il 22 gennaio era più che laconica: mi si diceva che il piano delle localizzazioni era pubblicato all’albo pretorio, che la consulta segue i tempi burocratici e della commissione non si faceva cenno.

                Sulla difficoltà dimostrata anche in precedenza dall’Assessore Federiconi a confrontarsi in commisione sul tema antenne vale l’esempio dell’incontro col Comitato di Casbeno, da lui evitato. Ma il problema si sorpassa facilmente: ho infatti già provveduto a chiedere al  Presidente della Commissione, Clerici, di convocare la Commissione “per valutare lo scenario che nasce dalle richieste dei gestori e le ipotesi di lavoro dell’Assessorato, al fine di non dover “inseguire” gli sviluppi della situazione e contribuire alla migliore, e possibilmente condivisa, definizione della materia”.

                 Sulle normative legate ai regolamenti sono anch’io informato, ma ciò non toglie che, se non si può ancora insediare la Consulta “ufficiale”, si può comunque, ove vi sia la volontà politica, trovare il modo di incontrare i comitati e la cittadinanza: un’assemblea informale ed informativa, che serva a favorire la partecipazione popolare alle scelte. Ma forse il problema é proprio la partecipazione popolare…

               Sul dovermi procurare il piano per via ordinaria, anche qui nessun problema, o meglio i problemi sorgono proprio qui.

1- Quello che é stato affisso all’albo, in modo che si possano presentare motivate osservazioni in merito, é un banale elenco con una piantina da cui nulla si può evincere per presentare osservazioni. Ad esempio, dire che é stata presentata una richiesta per Biumo Inferiore, cosa vuol dire? Si parla del tetto di un condominio in via Garibaldi o di un’area dismessa davanti alla scuola elementare o del quartiere Belfiore? La motivata osservazione a cosa dovrebbe riferirsi? Anche su questo ho richiesto la documentazione completa, che metterò a disposizione dei comitati.

2 – In base al Regolamento vigente, i gestori dovevano presentare le loro richieste entro il 30 novembre e dobbiamo supporre che abbiano rispettato il termine. In base al Regolamento (art7. comma 2) l’Amministrazione “sentite le competenti commissioni consiliari…… provvede alla redazione della mappatura dei siti” e (art.7 comma 3) “i contenuti dei piani sono resi pubblici nel corso del mese di dicembre”

La conclusione è una sola: l’Assessorato non ha rispettato quanto previsto dal Regolamento e, sollecitato a favorire comunque un approccio partecipato, preferisce rifugiarsi in un elenco affisso all’albo pretorio.

 

A questo punto, nell’interesse di tutti, é opportuno andare avanti e spero che la immediata convocazione della Commissione aiuti in questo senso, in quanto aggiungere altri venti o ventuno impianti a quelli esistenti non può essere considerato ordinaria amministrazione: si impone una seria riflessione non solo sul dove collocare queste antenne, ma soprattuto sul se collocarle, a fronte non solo delle esigenze di gestori ed utenti, ma anche valutando la possibilità di muoversi in un’altro scenario, sfruttando le possibilità offerte da nuove tecnologie.


Esiste infatti la possibilità offerta dalla tecnologia PLC (powerline communications) che consente l’accesso alla telefonia e ad internet attraverso la rete elettrica. E’ una tecnologia che si sta sperimentando a Brescia ed a Grosseto, con l’attiva partecipazione di società multiservizi comunali, a Varese potrebbe essere Aspem Reti, che presenta enormi opportunità e che richiede scelte proiettate al futuro.

 

Ma se questo probabilmente é considerato troppo futuribile da un Assessorato che pare porsi in maniera molto statica rispetto alle tematiche ambientali e alle fonti di inquinamento, puntando sempre al compromesso fra le varie esigenze e non ricercando soluzioni innovative, esiste anche la tecnologia delle microcelle. Si tratta di microantenne, su cui possono operare più gestori, collegate da fibre ottiche, che irradiano potenze molto inferiori e che eliminano il posizionamento delle attuali antenne su tetti e pali. Ad esempio a Milano AEM ha avuto in concessione dal Comune pali dell’illuminazione e semaforici per avviare la sperimentazione. Il servizio all’utenza, che preoccupa i gestori, migliora, l’impatto estetico e visivo é quasi assente, il noleggio dei pali frutta alle casse comunali.


E’ pensabile che anche a Varese si possano fare passi in avanti, accogliendo le giuste esigenze della cittadinanza e dando risposte positive a chi pone problemi di salute, di tutela paesistica, di arredo urbano? E se non vi arriva l’Assessorato è possibile che vi possa pensare la Giunta, trattandosi di una progettualità che, se assunta, coinvolgerebbe varie funzioni?


E’ una domanda che porrò in Commissione, ma é una domanda che dovremmo cominciare a porci tutti e sulla quale pretendere risposte chiare. 

Angelo Zappoli

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Pubblicato il 02 Febbraio 2007
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