«L’ospedale di Tradate è completo, è un piccolo gioiello»
Il direttore generale Zoia ha risposto per oltre tre ore alle domande del consiglio comunale: aumenta la presenza della risonanza magnetica e diversi gli investimenti. Il consiglio: «Vigileremo»
«All’ospedale Galmarini non manca nulla, ha tutto. Certo non ha cardiochirurigia, o altre specializzazioni: ha tutto quello che deve avere per servire la cittadinanza. E lo fa nel massimo dell’efficienza». Pietro Zoia, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Busto Arsizio, cui il Galmarini fa capo, venerdì sera ha risposto per oltre tre ore alle domande del consiglio comunale sullo stato di salute del nosocomio cittadino, di fronte a un insolito pubblico di oltre 50 persone. La seduta, che si è svolta in via straordinaria alla biblioteca Frera e che aveva come unico punto all’ordine del giorno questa discussione, si è svolta con poche tensioni.
La paura era che fin dall’inizio si scaldassero gli animi, ma entrambe le parti (consiglio comunale da una parte, a ferro di cavallo, e Zoia dall’altra su un tavolo separato) sono rimaste calme negli interventi. Questo grazie anche a una relazione iniziale del direttore generale che ha risposto punto per punto alla mozione approvata lo scorso 18 dicembre all’unanimità dal consiglio comunale. Documento in cui venivano espressi i punti che portavano alla preoccupazione principale che fosse in atto un depotenziamento dell’ospedale.
In sostanza, rispetto alla mozione, Zoia ha ammesso che non sono stati fatti nuovi primariati, ma sono stati accorpati o nominati dei responsabili di “struttura semplice”. «Questo porta a risparmiare dei soldi da poter investire in un’altra risorsa importante che sono gli infermieri – ha risposto il direttore -. Purtroppo questo è un altro problema: mancano gli infermieri turnisti, l’esperienza spagnola è durata poco, sono tutti andati su Milano. Se ci fosse un turnista qui stasera lo assumerei subito. Inoltre per tutta l’azienda, secondo la Regione, avrei dovuto tagliare le spese del 2 per cento rispetto al 2004. Non l’ho fatto, ed anzi le abbiamo alzate, portando gli infermieri da 618 a 640».
Punto in cui si è dilungato molto Zoia, anche perché rimasto sulle cronache dei giornali per diversi giorni, e scintilla di una polemica che ha scoperchiato tutta una serie di problemi, è la risonanza magnetica: «Grazie anche alle sollecitazioni del sindaco e del consiglio comunale, ho chiesto disponibilità all’azienda che gestisce l’unità mobile e ai dipendenti per poter effettuare una seconda seduta settimanale il sabato. Hanno tutti acconsentito, quindi fino a giugno ci saranno due sedute alla settimana per la risonanza magnetica mobile. Poi si vedrà se questo utilizzo sarà necessario o meno. Tenete conto che in un anno a Tradate sono state fatte 1.047 risonanze, e facendo una seduta alla settimana se ne possono fare 1.200. Ma abbiamo deciso di rivedere la nostra posizione e proveremo a mantenere due sedute. Rimane però certo che Tradate, per motivi anche di costi, non potrà avere una struttura fissa».
Altro punto dolente, la chiusura di un piano di medicina e la riduzione dei posti letto: «La medicina sta cambiando, non è più come 25 anni fa che per interventi di un certo tipo ci volevano 10 giorni di ricovero. Oggi molte cose di possono fare in day hospital come la cataratta e il tunnel carpale. La chiusura di quel piano non equivale ad altrettanti posti letto, certo sono diminuiti, ma non così tanto».
E poi gli investimenti futuri in programma a Tradate: l’asilo nido, l’obitorio, la ristrutturazione della centrale di sterilizzazione, il nuovo laboratorio analisi, il nuovo punto prelievi.
La relazione di Zoia ha placato un po’ gli animi di tutto il consiglio che era pronto a dare battaglia. Qualche schermata c’è stata, qualche tensione anche, soprattutto all’inizio quando Zoia si è scusato con il pubblico per la posizione in cui era stato messo, di spalle con di fronte il solo consiglio. Poi qualche tensione si è verificata anche durante la discussione, soprattutto da parte dell’assessore Vito Pipolo, o del consigliere Cesare Crespi, presidente della commissione sanità ospedaliera, i quali hanno ricordato a Zoia di aver spesso detto in passato cose poi non mantenute.
«Il nostro ruolo è quello di continuare a fare pressing – ha commentato il sindaco Stefano Candiani -. Quello che si è ottenuto per la risonanza magnetica è frutto di questo pressing. E continueremo a farlo anche in futuro, soprattutto sulle promesse che ha fatto riguardo gli investimenti. Se le nostre competenze sono di carattere politico, non possiamo essere emarginati dalle scelte che potrebbero portare a disagi sociali». «Deve tenere conto direttore che se per lei l’ospedale è un fattore aziendale, per il cittadino è un disagio il trasferimento di un macchinario – ha spiegato pacatamente il consigliere e senatore Dario Galli -. Spostarsi fino a Saronno o Busto non è semplice, soprattutto per il pensionato. L’ospedale per i cittadini rischia di diventare meno di quello che è sempre stato». Zoia ha dato ragione a Galli e cercherà di muoversi nei suggerimenti emersi durante la seduta, ma in generale, c’è da tenere conto «che non si può avere tutto in tutti gli ospedali dell’Azienda, oggi per avere maggiore efficienza si lavora anche in economia di scala».
La seduta si è poi chiusa con la promessa da parte del consiglio comunale di avere altre sedute come quella di ieri sera, che avranno l’obiettivo di controllare lo stato di salute del Galmarini.
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