La soluzione alla crisi di Governo? Il Partito Democratico
Domnica mattina incontro alla sede dei Ds per affrontare la questione
Chissà, forse la soluzione a tutta la debolezza del Governo Prodi e di qualcunque governo del Centro Sinistra è il partito Democratico.
Questa è la conclusione a cui sembrano arrivati i Ds varesini nell’incontro dedicato alla crisi di Governo avvenuto nella sala incontri della sede varesina domenica mattina 25 febbraio. Un incontro partecipato malgrado il fatto che si svolgeva alle dieci di mattina di domenica, che c’era il blocco del traffico e pioveva: una di quelle situazioni che di solito convincono i più a stare sotto il piumone.
Ma l’effetto choc della caduta, anche se temporanea, del secondo governo Prodi ha fatto più delle cattive condizioni ambientali, e il desiderio di confrontarsi è prevalso. Con due risultati: quello enunciato all’inizio di quest’articolo, e quello – più "di base" – di richiamare i parlamentari, dal fondo della provincia varesina, alla responsabilità di Governo che ha questa maggioranza. Che fondamentalmente, alla fin fine, è una: non far tornare il Governo Berlusconi.
Un’enunciazione non semplice, che significa anche far passare compromessi su grandi temi o comunicare meglio i motivi per cui si fanno alcuni passaggi: tra gli interventi degli iscritti, molti infatti sono stati quelli che hanno sottolineato le fatiche della responsabilità, prima di tutte la necessità di discutere i temi e comunicarli, per creare la base di un consenso che senza dibattito resta sterile protesta.
"Tutte le forze del centro sinistra devono mostrare responsabilità: un conto è non essere d’accordo, un conto è mettere in atto azioni tali da compromettere la stabilità del governo – Sottolinea e ricorda Stefano Tosi, consigliere regionale DS, nella sua introduzione – se salta tutto, si rompono le sinergie allontanando i tempi delle riforme e del completamento delle infrastrutture: per noi, per esempio, si allungherebbero i tempi della Pedemontana".
Responsabilità che, nei fatti, i meccanismi della coalizione non aiutano, visto che gli equilibri che si formano favoriscono le "uscite" per distinguersi gli uni dagli altri, indebolendo alla fine l’azione del Governo.
"Come soluzione, c’è bisogno di un grande partito, che sappia rappresentare certe idee più di quanto fa una coalizione, che faccia da forza sufficientemente robusta per la risoluzione dei problemi più di una pluralità di partiti" a dirlo, una persona al di sopra di ogni sospetto: Carlo Manzoni, che da responsabile regionale dei Repubblicani Europei, quindi partendo da una posizione di visibilità privilegiata in seno a uno di quei partiti che rappresentano la pluralità della coalizione, ha scelto coerentemente da alcune settimane di "entrare nel calderone" DS, in vista dell’auspicato partito democratico.
"Il governo Prodi ha un sostegno basato sul sì di 13 partiti: è un percorso sempre complicato, una vera a propria babele di linguaggi che prevede la necesità di distinguersi anche quando ce n’è bisogno. – conferma Daniele Marantelli, varesino, parlamentare DS – Un comportamento che a volta non corrisponde a ciò che i cittadini ci hanno chiesto mandando questa maggioranza al Governo. Il centro sinistra però ha bisogno di una grande forza popolare che non sia solo somma di partiti ma di un partito davvero nuovo che abbia l’apporto di entusiasmo e energie, con modalità nuove di consultazione che esaltino le diverse modalità di partecipazione".
Modalità nuove che molti attendono da anni, e che finora si sono espresse solo con le primarie.
Ma a quanto pare, per una volta, Varese non è stata ferma: intanto, ha cominciato con il discutere dell’argomento spinoso della crisi di governo. Cosa che non era affatto scontata, e non è nemmeno stata all’ordine del giorno delle sezioni DS italiane, anzi.
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