Lo scheletro del bosco è quello di Nadia Ridolfo?
Ieri sera la trasmissione "Chi l'ha visto" ha ripreso il caso delle ossa ritrovate vicino alla discarica e in una telefonata in diretta la sorella della saronnese scomparsa ha detto che potrebbe essere lei
Si apre uno spiraglio nel mistero dello scheletro rinvenuto lo scorso 27 settembre in un bosco nei presso della discarica di Mozzate.
Ieri anche la trasmissione di Rai Tre "Chi l’ha visto?" si è occupata del caso, mostrando la ricostruzione del volto realizzata dagli esperti del Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Istituto di medicina legale di Milano.
Nel corso della trasmissione ha telefonato la sorella di Nadia Ridolfo, (nella foto qui a fianco) una donna scomparsa nel 2005 da Saronno, sostenendo che, anche se il volto ricostruito in laboratorio dalla dottoressa Cristina Cattaneo e dal suo staff non è identico a quello della sorella, uno degli elementi evidenziati dagli esperti (una cicatrice sulla fronte esito di un’operazione alla testa), potrebbe essere decisivo. Anche Nadia Ridolfo, sostiene infatti la sorella Annalisa, aveva una cicatrice uguale nella stessa posizione.
Un indizio importante per il riconoscimento, che – insieme alla compatibilità dei parametri bio morfologici dei resti con quelli di Nadia Ridolfo – apre la strada a nuove valutazioni e indagini scientifiche che potranno dare risposte più precise.
D’altra parte, come ha spiegato ieri sera durante la trasmissione la dottoressa Cattaneo, la ricostruzione facciale (nella foto la ricostruzione del volto dello scheletro di Mozzate) da reperti ossei non può portare alla replica esatta del volto, ma può dare un’idea, suscitare un ricordo, sollecitare testimonianze che si possono rivelare preziose. «Il successo del nostro lavoro per dare un nome a corpi di sconosciuti o un volto a resti ossei – ha ricordato Cristina Cattaneo – dipende da quanto viene divulgato e ogni volta che le nostre ricostruzioni sono state mostrate a "Chi l’ha visto?" sono giunte indicazioni che hanno portato alla soluzione del caso».
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