Agostinelli: «Formigoni ignora le richieste dei malati, che però continuano a pagare il ticket»
Il capogruppo regionale del Prc richiede l'esenzione o la riduzione del ticket per alcune fasce della popolazione
Riceviamo e pubblichiamo
Formigoni chiede a chi ha contestato il balzello dei ticket di avere maggiore responsabilità, per evitare a suo dire il disastro di bilancio di altre regioni come il Lazio.
Un richiamo mal riposto: è la sua politica che ha aggravato il bilancio, con l’apertura generalizzata alle strutture private a partire dal 1996. I correttivi introdotti a partire dal 2002 hanno pesato invece solo sui servizi pubblici e sulle tasche dei cittadini
Facciamo due conti. La Regione Lombardia incassa oltre 1000 milioni di Euro all’anno con l’addizionale e i ticket ( farmaci, pronto soccorso, esami e visite specialistiche).
Ci sono, poi, le misure di contenimento della spesa adottate in questi anni. Pensiamo, per esempio, al passaggio di oltre 100 farmaci e delle prestazioni di riabilitazione per anziani dalla gratuità al pagamento. Non dimentichiamo, poi, che l’abolizione dei day hospital per ricoveri diagnostici e terapeutici, fa gravare ora il ticket su malati prima esenti.
Ma i conti si reggono solo per le abili operazioni di bilancio guidate dalla Direzione Generale della Sanità. Tutti sanno che gli Ospedali esauriscono i loro budget a settembre o ottobre dell’anno in corso e per questa ragione rinviano parte delle attività programmate all’anno successivo. Una modalità che penalizza i cittadini, perché allunga le liste di attesa e spinge chi può a rivolgersi alle strutture a pagamento.
Rifondazione Comunista avanza due proposte: la prima riguarda la natura del ticket giustamente considerato una tassa sulla malattia. A noi consta, ad esempio, che i codici bianchi del pronto soccorso, le prestazioni non urgenti, non sono diminuiti. Segno di una insufficiente presenza di strutture di cura alternative sul territorio, inefficienza che viene fatta pagare senza colpa ai cittadini. Sarebbe quindi importante che venisse fatto un bilancio, anche per eliminarlo totalmente o parzialmente.
La seconda questione riguarda la necessità di garantire l’esenzione del ticket ad una determinata fascia della popolazione, per condizioni di salute o per condizione economica o sociale
A questo proposito ricordiamo che da due anni giace in Consiglio Regionale una legge di iniziativa popolare che prevede: l’abolizione del ticket sul pronto soccorso, l’abolizione totale del ticket per i malati cronici a prescindere dal reddito (chi ha reddito alto paga tasse più alte e ha diritto alla sanità gratuita come tutti gli altri cittadini), la riduzione del ticket su esami e visite specialistiche di 10 euro per riallinearlo a quello nazionale e l’estensione oltre alle categorie già previste (pensionati al minimo, disoccupati, cassintegrati, lavoratori in mobilità) a tutti coloro che hanno un reddito familiare inferiore a 30mila euro all’anno.
Una legge finora ignorata, che costituisce una grande occasione di politica sociale. Un modo di finirla con il palleggiamento delle responsabilità tra Regione e Governo, con lo sguardo rivolto alla Lombardia, e in particolare verso coloro che hanno più bisogno.
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