È tutta colpa di Luigi Pirandello
Nasce una nuova rubrica su Varesenews: “La biblioteca di Boccamazza”. Lo spunto ci viene dato da Luigi Pirandello che, nella premessa al “Fu Mattia Pascal”, parla di un tal monsignor Boccamazza. Il prelato nel 1803 lasciò in eredità la sua biblioteca al comune. « È ben chiaro – scrisse Pirandello – che questo Monsignore dovette conoscer poco l’indole e le abitudini de’ suoi concittadini; o forse sperò che il suo lascito dovesse col tempo e con la comodità accendere nel loro animo l’amore per lo studio». Come spesso accade a chi riceve un dono, anche il comune si dimostrò poco grato con il suo benefattore. Non solo al generoso Boccamazza non venne dedicato nemmeno un mezzo busto, in ricordo del nobile gesto, ma per molti anni quei libri rimasero accatastati in un grande e umido magazzino, alla mercé dei topi e della inesorabile voracità del tempo.
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