Il management è cruciale nelle fasi di cambiamento
Il rapporto tra economia e management non è unitario,infatti occorre essere consapevoli che l’analisi economica serve a contenere il rischio di compiere scelte sbagliate all’interno di contesti caratterizzati da risorse ridotte.
Quindi l’economia non fornisce elementi per imparare a produrre, compito della ricerca tecnologica ed applicata o a vendere, compito del marketing e anche dell’analisi transazionale, ma ad individuare percorsi virtuosi grazie all’impiego oculato delle risorse disponibili.
Il management invece è una disciplina che da strumento pensato per la gestione del presente, si sta trasformando sempre più in una metodologia operativa ed attuativa in grado di far accettare e sviluppare positivamente il cambiamento nelle e delle organizzazioni, non solo economiche.
Il cambiamento che è la sola cosa che permane in una realtà in continua trasformazione, deve essere vissuto positivamente e anche se non è sempre vero che cambiando si migliora, è certamente vero però che per migliorare bisogna cambiare e superare le forti resistenze connesse alle abitudini, sicurezze e tradizioni.
È ovvio che per cambiare è indispensabile utilizzare in modo diverso il proprio tempo.
Tempo che è la risorsa più preziosa, la sola non replicabile, il vero “trainer” di ogni uomo o organizzazione, che come affermava C. Baudelaire «se non ne vuole essere ossessionato, deve impiegarlo fattivamente».
Ecco di conseguenza il time management; il modello dei quattro quadranti, mutuato dalla teoria matriciale ed impiegato per esprimere le correlazioni esistenti tra fasi, rappresentate in colonne verticali ed azioni sostanziate in righe orizzontali.
Il valore della matrice è dato dall’opportunità di recepire immediatamente le possibili combinazioni tra i fattori presi in esame.
L’importanza e l’urgenza,la non importanza e la non urgenza,consentono di gerarchicizzare le attività e le azioni dei singoli e delle organizzazioni,recependone velocemente i rischi e le opportunità correlate.
Nel prino quadrante sono raccolte le attività importanti ed urgenti,nel secondo quelle importanti e non urgenti,nel terzo le urgenti e non important, nel quarto le attività non importanti e non urgenti.
Utilizzando la matrice del time management ci si pone l’obiettivo di impiegare la maggior parte del tempo compiendo le azioni del secondo quadrante che è definito il quadrante della qualità.
Perché è quello della programmazione e dei progetti; è scontato che per fare questo si dovrà sottrarre tempo ed attività posizionate nel primo quadrante, quello della crisi(contrariamente infatti a ciò che si crede non è possibile fare bene e rapidamente un’attività importante) nel terzo detto dell’apparenza e nel quarto detto dello spreco.
Le prime difficoltà per un approccio manageriale alla gestione aziendale nascono proprio da uno scorretto utilizzo del tempo che finisce poi per condizionare negativamente le altre attività.
Purtroppo il paradigma gestionale negativo della gran parte delle aziende può essere ricondotto all’affermazione che «le urgenze aziendali stanno ai tentativi, come le priorità stanno ai progetti».
Infatti molte aziende provano a fare le cose (tentano!!) e non sono in grado di definire le priorità che sono spesso confuse con le urgenze.
La conseguenza è un’organizzazione «schiacciata» sulle ultime richieste, non proiettata al futuro e quindi in balia delle circostanze che cerca infine rifugio nelle cose che sa fare, rifiuta il cambiamento, senza più verificare cosa altro potrebbe fare.
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